Terapia cognitivo comportamentale

Se stai leggendo questa pagina è probabile che il disagio che stai sperimentando non sia dovuto ad un avvenimento specifico o a qualcosa di passeggero nella tua vita che fatichi ad affrontare (es. un nuovo lavoro, un trasloco, la fine di una relazione, ecc), ma a qualcosa di più radicato, un vero e proprio disturbo psicologico, che da tempo non ti permette di vivere serenamente. 

Purtroppo non sei il solo.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), il peso globale dei disturbi mentali continua a crescere con un conseguente impatto sulla salute e sui principali aspetti sociali, umani ed economici in tutti i Paesi del mondo. Considera che, secondo i dati Oms, nel mondo il 10-20% di bambini e adolescenti soffre di disturbi mentali e la metà di tutte le malattie mentali inizia all’età di 14 anni, mentre tre quarti comincia entro i 25 anni. Ecco perchè diventa fondamentale che sin da piccoli i ragazzi siano facilitati e sostenuti nella costruzione di abilità di vita (life skills), che possano aiutarli a far fronte alle sfide quotidiane.

Se ciò non accade e ci si ritrova vittima di un disturbo psicologico che tende a fagocitare e invalidare molte se non tutte le aree della nostra vita, puoi fare ricorso alla psicoterapia e, in breve tempo, riconquistare la serenità perduta.

La terapia cognitivo-comportamentale mi permette di farti raggiungere questo obiettivo, aiutandoti ad individuare i tuoi pensieri ricorrenti e i tuoi schemi disfunzionali di ragionamento e d’interpretazione della realtà e aiutandoti a sostituirli e/o integrarli con convinzioni più funzionali.

Perchè ho scelto questo tipo di terapia e perchè credo dovresti farlo anche tu

Esistono tanti orientamenti psicoterapeutici (es. psicoanalitico, sistemico relazionale, strategico, ecc). Dopo essermi informata molto, aver letto e approfondito, aver partecipato a seminari e convegni, io ho scelto di specializzarmi in psicoterapia cognitivo comportamentale, perchè la trovo a me affine e per 5 motivi per me molto importanti che ti elenco qui di seguito:

  • E’ scientificamente fondata 
L’intervento clinico è fondato sulle conoscenze delle strutture e dei processi mentali che la ricerca psicologica di base ha evidenziato nel corso degli anni. Inoltre, è stato dimostrato attraverso studi controllati che i metodi cognitivo-comportamentali costituiscono una terapia efficace, ottenendo risultati superiori o almeno uguali agli psicofarmaci nel trattamento della depressione e dei disturbi d’ansia, ma assai più utile nel prevenire le ricadute.

E’ orientata allo scopo 
Durante i primi incontri lavoro insieme a te per stabilire gli obiettivi della terapia, formulando una diagnosi e concordando con te un piano di trattamento che si adatti alle tue specifiche esigenze. Verifico con te periodicamente i progressi in modo da controllare se gli scopi sono stati raggiunti.

È pratica e concreta 
Lo scopo della terapia si basa sulla risoluzione dei problemi psicologici concreti. Ad esempio la riduzione dei sintomi depressivi, l’eliminazione degli attacchi di panico e dell’eventuale agorafobia, la riduzione o l’eliminazione dei rituali compulsivi o dei comportamenti alimentari patologici, la promozione delle relazioni con gli altri, la diminuzione dell’isolamento sociale, e così via.

È collaborativa 
Io e te lavoriamo insieme, fianco a fianco, per sviluppare strategie che possano indirizzarti alla risoluzione dei tuoi problemi. Si tratta dunque di una psicoterapia basata sulla collaborazione tra paziente e terapeuta.

È a breve termine 
La terapia cognitivo comportamentale è a breve termine, ogniqualvolta sia possibile. La durata della terapia varia di solito dalle 6 settimane ai dodici mesi, a seconda del caso, il più delle volte con cadenza settimanale. Problemi psicologici più gravi e radicati negli anni, che richiedano un periodo di cura più prolungato, traggono vantaggio dall’uso integrato della terapia cognitiva e degli psicofarmaci. Se dovessi necessitare di un trattamento integrato che comprenda un sostegno farmacologico, ti invierò da uno dei medici specialisti che fa parte della mia equipe di lavoro, così che ci sia tra tutti una stretta collaborazione per aiutarti a massimizzare i risultati.

La terapia cognitivo comportamentale è efficace?

Attacchi di Panico
Superato in 8-12 sedute (in media) 78%
Fobia Sociale
Superato in 12 sedute (in media) 76%
Disturbo ossessivo compulsivo
Superato in 15 sedute (in media) 80%
Ansia generalizzata
Superato in 12 sedute (in media) 53%
PTSD
Superato in 9 sedute (in media) 66%

Vuoi saperne di più sulla psicoterapia cognitivo comportamentale?

La psicoterapia cognitivo-comportamentale è una terapia breve.
Il focus della terapia è incentrato su come pensi, senti, agisci, comunichi oggi, piuttosto che sulle esperienze dell’infanzia.
Dunque durante la terapia non ti verrà chiesto di ripercorrere la tua storia a partire dall’analisi approfondita della tua infanzia, ma ci concentreremo su ciò che accade oggi. Inoltre 
durante la terapia impari ad auto-aiutarti, diventi cioè abile nel mantenere i miglioramenti acquisiti anche dopo il termine del nostro percorso, limitando così le ricadute.

La Terapia Cognitivo Comportamentale agisce attraverso protocolli di intervento, differenti per ogni tipo di disturbo e adattati al paziente, che il terapeuta mette in atto in terapia, seduta dopo seduta.

Per il disturbo d’ansia, ad esempio, mira ad eliminare i timori esagerati che hai e i comportamenti di controllo ed evitamento che metti in atto automaticamente e che mantengono il disturbo.

Per raggiungere tale obiettivo, si serve di:

 

    • Interventi psicoeducativi – ti vengono fornite nuove modalità di lettura dei tuoi pensieri e stati d’animo.

 

    • Tecniche di esposizione – stabiliamo insieme graduali step per affrontare l’evento o la situazione che temi, così che tu possa confrontarti con le tue paure in diversi contesti, da quello meno fastidioso al più spaventoso.

 

    • Eliminazione dei comportamenti di controllo – a volte talmente abituali da risultare automatici, i comportamenti di controllo sono tutte le azioni che metti in atto per prevenire l’evento che temi (evitare di andare in certi luoghi, di trovarsi in determinate situazioni, …). Spesso sono proprio i costi che le strategie di controllo implicano a convincere la persona del bisogno di aiuto.

 

  • Ristrutturazione cognitiva –  identifichiamo e discutiamo insieme dei pensieri che mantengono l’ansia, ad esempio le tue convinzioni di pericolo o la tua tendenza a catastrofizzare un evento spiacevole.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale ha un approccio terapeutico che si basa su un solido modello scientifico del quale è stata dimostrata un’efficacia pari o addirittura maggiore rispetto agli psicofarmaci.
Gli studi riportati dalle linee guida APA (American Psychiatric Association) a supporto dell’efficacia della terapia cognitiva sono molti: il più noto è lo studio pubblicato sulla rivista scientifica Jama di Barlow, Gorman, Shear e Woods, condotto su 312 pazienti con disturbo di panico. I pazienti sono stati divisi in 5 gruppi diversi e curati con differenti terapie: solo imipramina (un farmaco antidepressivo di provata efficacia); solo terapia cognitiva; terapia cognitiva e imipramina; terapia cognitiva e placebo; solo placebo.
I risultati hanno dimostrato che la terapia cognitiva è più efficace del farmaco sul lungo periodo poichè, al contrario dei farmaci, continua ad essere efficace anche dopo la sua conclusione.

Durante il primo appuntamento, valuto attentamente il problema che mi descrivi, ti pongo domande per comprenderne meglio i termini e, se vi sono le adeguate premesse, ti propongo il cosiddetto “contratto terapeutico“, ovvero ti spiego come intendo affrontare il tuo problema nei dettagli: la frequenza delle visite, la durata ipotetica del percorso terapeutico, i compiti a casa, ecc.

Al termine dell’appuntamento, dopo aver ascoltato come intendo aiutarti, potrai prenderti del tempo per decidere se proseguire il percorso con me o cercare altre soluzioni.

Esattamente come richiesto dal un personal trainer in palestra, la terapia cognitivo- comportamentale richiede che si faccia esercizio anche in mancanza del terapeuta. Ciò che si apprende nella terapia è ciò che occorre che si possieda e che diventi proprio al di fuori di essa. Ricerche hanno dimostrato che i pazienti che svolgono a casa i compiti dati in seduta raggiungono i risultati più in fretta e li mantengono più a lungo di chi non lo fa. I compiti possono includere il monitoraggio dell’andamento delle emozioni, dei propri pensieri e dei propri comportamenti; l’elenco delle attività svolte; la raccolta di informazioni; il cambiamento del modo in cui si comunica con gli altri ecc. 

In ogni caso, è importante che tu ne comprenda il valore e che tu li faccia: la terapia cognitiva non prevede che tu mi porti il tuo disturbo come fosse un sacchetto di problemi da abbandonare nel mio studio, che io devo risolvere e ridarti sistemato. Prevede che tu abbia motivazione e che lavori attivamente con me per ottenere risultati. Senza il tuo impegno, io non posso aiutarti.

La psicoterapia cognitivo comportamentale non è solo una terapia individuale, ma il percorso terapeutico può essere affrontato anche dalla coppia.

Se richiedi una terapia di coppia, ti aiuterò ad affrontare con il tuo partner un percorso attraverso il quale riuscirete a confrontarvi costruttivamente, comunicare efficacemente, comprendere meglio pensieri, emozioni e azioni dell’altro e dunque empatizzare, ristrutturare le convinzioni disfunzionali che avete circa la relazione in generale e la vostra coppia nello specifico, ecc.

L’intervento si struttura in modo simile rispetto alla terapia cognitivo comportamentale individuale, ma ha alcune differenze: la fase di assessment, che nella terapia individuale ha la durata di 1 o 2 incontri, nella terapia di coppia ha la durata di 4 incontri, nei quali due sono con la coppia e uno con ogni singolo partner. Durante la terapia inoltre, non analizzerò con te unicamente i tuoi pensieri, emozioni, azioni e convinzioni, ma cercherò di metterle in relazione col tuo partner, per favorire comprensione e dialogo attivo. Ciò che ne risulta non è solo il superamento della problematica che ha portato la coppia in terapia, ma una crescita personale complessiva della coppia e dei singoli partner come individui.

– Roth A, Fonagy P. What works for whom: a critical review of psychotherapy research. New York: Guilford Press 1997. Traduzione italiana a cura di Michele Tansella.
– Psicoterapia e prove di efficacia. Roma: Il Pensiero Scientifico Editore 1998.

– Fonagy P, Target M, Cottrell D, Phillips J, Kurtz Z. What works for whom? A critical review of treatments for children and adolescents. London: The Guilford Press 2002.

– Carr A. What works for children and adolescents. London: Routledge 2000.

– Chambless DL. Empirically supported psychological therapies. J Consult Clin Psychol 1998;66:3-167.

– Clinical Evidence Mental Health: The international source of the best available evidence for mental health care.London: BMJ Publishing Group 2003.

– Disturbo da attacchi di panico (Barlow et al., 1989; Klosko et al., 1990),

– Fobia sociale (Heimberg et al., 1992),

– Depressione (Dobson, 1989; Nietzel, Russel, Hemmings e Gretter, 1987; Robinson, Barman e Neimyer, 1990; DeRubeis et al., 2005) e le ricadute della depressione (Evans et al., 1992; Shea et al., 1992),

– Disturbo post-traumatico da stress (Blanchard et al., 2004; Elhers e Clark, 2000),

– Disturbi alimentari (Fairburn et al., 1991; Mitchell et al., 1990).

– Michielin P. & Bettinardi O. (2004). Prove di efficacia e linee guida per i trattamenti psicologici e le psicoterapie. Link Rivista Scientifica di Psicologia, No. 05 giugno 2004, pp. 6-26.

“Da un’attenta analisi di queste linee guida emerge che la psicoterapia cognitiva rappresenta, ad oggi, il trattamento da consigliare al paziente come intervento elettivo per molti disturbi psichiatrici. Un rapido elenco comprende le forme di ansia e più precisamente il disturbo ossessivo-compulsivo, il disturbo da attacchi di panico, la fobia sociale, la depressione e le ricadute, il disturbo post-traumatico da stress e i disturbi alimentari e in particolare la bulimia"
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Prof. Francesco Mancini
Psichiatra e Psicoterapeuta. Direttore delle scuole di specializzazione in psicoterapia cognitiva