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	<title>Spazio Psicologia</title>
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		<title>Lo psico-discount va di moda</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 23:36:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Duranti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi di voi non ha mai fatto un acquisto su Groupon o su un aggregatore di coupon superscontati sul quale si può trovare davvero di tutto? Cene, massaggi, acconciatura completa, cerette e molto altro. Persino vacanze. Da qualche tempo però, con un avvio timido, hanno iniziato a farsi largo sempre più proposte in ambito sanitario. &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.lauraduranti.it/wp/?p=814">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.lauraduranti.it/wp/wp-content/uploads/2011/11/Immagine-2.png"><img class="alignleft size-full wp-image-816" title="Immagine 2" src="http://www.lauraduranti.it/wp/wp-content/uploads/2011/11/Immagine-2.png" alt="" width="409" height="333" /></a>Chi di voi non ha mai fatto un acquisto su Groupon o su un aggregatore di coupon superscontati sul quale si può trovare davvero di tutto? Cene, massaggi, acconciatura completa, cerette e molto altro. Persino vacanze. Da qualche tempo però, con un avvio timido, hanno iniziato a farsi largo sempre più proposte in ambito sanitario. Dallo sbiancamento dei denti a veri e propri coupon di sconto per interventi di chirurgia plastica o checkup completi con tanto di TAC generale. Tra questi, da qualche mese a questa parte, ecco spuntare anche le prestazioni psicologiche.</p>
<blockquote><p>&#8220;Psicoterapia a 29 euro a seduta, oppure 4 sedute a 79 euro&#8221;, si legge nell&#8217;annuncio.</p></blockquote>
<p>E non è il solo, ma uno dei tanti apparsi, rivolti ad ogni più remota zona della penisola. Ma al di la delle questioni etiche e deontologiche che comunque ci sono, c&#8217;è da chiedersi come faccia qualcuno ad acquistare una TAC o una psicoterapia online. Perchè? vi domanderete. Semplice. Perchè non sono al pari di un taglio di capelli. Se infatti possiamo decidere di cambiare look e affidarci al parrucchiere taldeitali del centro, con sufficiente competenza per capire se i nostri capelli necessitino del ritocco del colore, dei colpi di sole o di un taglio secco, così non si può dire per la nostra salute. Ecco dunque che il fare una TAC, ossia un esame diagnostico clinico, non ha un estremo senso se la stessa non ci è stata consigliata strettamente da un medico che, competente nel suo lavoro, avrà saputo fare una diagnosi accurata rispetto alla nostra precisa condizione clinica e avrà dunque deciso se ci era utile o meno questo tipo di esame.</p>
<p>Allo stesso modo, parliamo della psicoterapia. Essa infatti non è un passe-partout per tutti i mali. Normalmente, in seguito ad un problema che una persona riscontra (nel caso della foto, un problema sessuologico), si reca da uno specialista che non lo prende direttamente &#8220;in cura&#8221; e cioè in psicoterapia, ma per prima cosa, procede col valutare la sua condizione clinica (esattamente come un medico), attraverso una &#8220;consulenza psicologica&#8221;, in seguito alla quale può decidere sulla base delle sue competenze, di inviare il paziente presso altri specialisti per approfondimenti (es. altri medici di diverse specializzazioni), di rilevare che il bisogno è stato esaurito in quella stessa seduta (es. quando una problematica è legata a scorretta informazione che, rettificata con un intervento psicoeducativo, non necessita di altri interventi), oppure può prenderlo in cura. Dunque appare assurdo che, prima di qualsiasi processo valutativo e conoscitivo del problema, uno psicoterapeuta possa proporre &#8220;a scatola chiusa&#8221; una psicoterapia ad un paziente. In secondo luogo, la psicoterapia non è un progetto che si esaurisce in 1 o 4 sedute, a scelta del paziente. Seppur facendo riferimento a interventi psicoterapeutici brevi, dura un po&#8217; di più di 4 sedute, ma la durata di per sè, non è preventivabile prima di aver visto il paziente stesso e aver valutato la sua specifica situazione. Dunque, le famose 4 sedute, si rivelano qualcosa di ben diverso dal taglio di capelli. Se il secondo infatti si conclude con l&#8217;utilizzo del coupon acquistato, il primo invece funziona da specchietto per le allodole, garantendo un introito al terapeuta, ma non un servizio &#8220;completo&#8221; al paziente che, se davvero necessitava di psicoterapia, si ritrova dopo le famose 4 sedute ad aver bisogno di continuare le stesse e, ovviamente, a prezzo pieno. L&#8217;alternativa è &#8220;perdere&#8221; quanto speso, consci del fatto che i terapeuti non sono intercambiabili e che, dunque, non è possibile fare qualche seduta qui e la, sfruttando sempre i coupon e sperare così di fare una terapia vera e propria che abbia un senso e funzioni.</p>
<p>L’ordine dei medici bolognesi ha deciso di sanzionare quei professionisti che per attrarre potenziali pazienti hanno pensato di ricorrere a <a href="http://www.groupon.it/" target="_blank">Groupon</a>, attenendosi alle regole della cosiddetta sanità low cost. Ben 15 medici individuati dovranno rispondere al richiamo in commissione disciplinare. Per ora vige solo il richiamo verbale, ma per le volte successive le sanzioni potrebbero inasprirsi.</p>
<blockquote><p>“Ma le regole ci sono. La pubblicità deve essere vera, presentare offerte basate su criteri scientifici e trasparenti. Non deve essere insomma equivoca. C’è un codice etico a cui attenersi e la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri ha delle apposite linee guida. A queste bisogna sempre guardare” dice il neo nominato Ministro della Sanità Renato Balduzzi.</p></blockquote>
<p>Personalmente, sebbene io sia una psicologa e non un medico, credo che appartenere ad un ordine professionale preveda anche il rispetto del decoro, dell&#8217;etica e della deontologia proprio nel rispetto dell&#8217;ordine stesso di cui si fa parte.<br />
Svendere la propria professionalità solo per monetizzare, sebbene comprensibile in un momento di crisi, non solo è poco rispettoso e poco etico verso la propria categoria, ma anche verso la propria professionalità che, dopo esser stata guadagnata con fatica e impegno per un lunghissimo periodo di studi e gavetta, non può essere trattata come massaggi e cerette.</p>
<p>Il dire che questo porta pazienti ed è semplicemente un&#8217;abile mossa di marketing di alcuni medici è un&#8217;altra bufala: se un paziente può pagare le tariffe a prezzo pieno di quel medico, lo cerca e lo trova. E se il medico vuol farsi trovare dai suoi pazienti &#8220;target&#8221;, sa bene in quali siti professionali mettere il proprio annuncio.<br />
Se un medico svende le sue prestazioni, non otterrà di certo un aumento di pazienti, perchè quelli che lo sceglieranno, proprio per il tipo di servizio a cui hanno fatto riferimento, saranno per lo più persone che non potrebbero permettersi le sue prestazioni a prezzo pieno. Dunque non vale nemmeno l&#8217;idea: &#8220;gli faccio vedere che sono bravo, così poi si fida e torna da me&#8221;.<br />
In secondo luogo, come già detto sopra, spesso questo tipo di sconti sono &#8220;bufale&#8221;, ovvero prevedono un sostanziale sconto solo per una minima parte di un trattamento più completo (ma non dichiarato nell&#8217;annuncio!), per il quale poi viene richiesto al paziente un contributo a prezzo pieno, se non maggiorato. Questo non è corretto, perchè il paziente disinformato, si fa illudere dalle offerte che agiscono a mo&#8217; di specchietti x le allodole e poi si ritrova a dover scegliere se aver gettato i suoi soldi in qualcosa che così com&#8217;è non gli serve a nulla o se investire in un percorso terapeutico (medico o psicologico) a prezzo pieno, per completare quanto iniziato, che non aveva considerato di dover fare. Insomma, spesso, sono una sostanziale presa in giro.</p>
<p>In tutto questo, ad oggi, l&#8217;Ordine degli Psicologi incomprensibilmente resta immobile. La speranza di molti colleghi è che si attivi e che lo faccia in fretta, per salvaguardare la professionalità di chi non svende prestazioni e soprattutto, non cerca di monetizzare a scapito dei pazienti.</p>
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		<title>Neomamme medico? una su due è stressata</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 09:50:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Duranti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Essere donne, madri e lavorare in sanita&#8217;. E&#8217; il mix che rappresenta il primo fattore di stress &#8216;lavoro-correlato&#8217; guardando le prime rilevazioni del Laboratorio Fiaso (Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere) sul &#8216;Benessere organizzativo&#8217;, secondo le quali questo tipo di stress colpirebbe in particolare una neomamma su due per la difficile ricollocazione sul lavoro &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.lauraduranti.it/wp/?p=809">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.lauraduranti.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/donne-medico.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-810" title="donne-medico" src="http://www.lauraduranti.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/donne-medico.jpg" alt="" width="279" height="187" /></a>Essere donne, madri e lavorare in sanita&#8217;. E&#8217; il mix che rappresenta il primo fattore di stress &#8216;lavoro-correlato&#8217; guardando le prime rilevazioni del Laboratorio Fiaso (Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere) sul &#8216;Benessere organizzativo&#8217;, secondo le quali questo tipo di stress colpirebbe in particolare una neomamma su due per la difficile ricollocazione sul lavoro dopo il parto e per le possibili tensioni con i colleghi, a loro volta stressati dalle mancate sostituzioni delle maternita&#8217;.</p>
<p>Il laboratorio Fiaso e&#8217; partito a inizio anno per rispondere all&#8217;obbligo per aziende pubbliche e private di misurare lo stress da lavoro correlato, coinvolgendo un campione rappresentativo di 16 aziende sanitarie e ospedaliere con oltre 60mila dipendenti.</p>
<p>Ad oggi, in attesa di &#8216;testare&#8217; gli stessi dipendenti con dei questionari approfonditi, e&#8217; stata stilata una &#8216;check list&#8217; di possibili fattori di rischio, come assenze per malattia, lavoro notturno, reperibilita&#8217; ma anche fattori legati alle relazioni sociali nell&#8217;azienda, alla formazione o alla gestione del lavoro. E al momento, il primo elemento di stress sembra essere la maternita&#8217;, non solo per chi la vive, ma anche, appunto, per chi la &#8216;subisce&#8217;, visto che, causa tagli dei budget regionali, in oltre il 60% dei casi le future mamme non vengono sostituite, aumentando il carico di lavoro per i colleghi che restano.</p>
<p>&#8221;E&#8217; comprovato &#8211; spiega il Giancarlo Sassoli, coordinatore del laboratorio &#8211; che i sanitari sottoposti a maggior stress da lavoro correlato commettono anche piu&#8217; errori clinici&#8221;. E non solo. Nel corso del convegno organizzato oggi a Messina, in collaborazione con l&#8217;azienda ospedaliera universitaria &#8216;G.Martino&#8217; e&#8217; emerso anche che il cattivo clima in azienda e&#8217; tra le principali cause del boom degli incidenti &#8216;in itinere&#8217;, cioe&#8217; quelli che avvengono andando o tornando dal lavoro, che ormai, dicono gli esperti, &#8221;superano il dato degli incidenti sul lavoro&#8221;. Una casistica delle piu&#8217; variegate, che va dagli incidenti stradali sulla strada da e per il lavoro, al &#8216;provvidenziale&#8217; morso del proprio cane che &#8216;salva&#8217; il lavoratore dalle otto ore di stress quotidiano.</p>
<p>Fonte: ANSA</p>
<div class="shr-publisher-809"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fbsend' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.lauraduranti.it%2Fwp%2F%3Fp%3D809'></a><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.lauraduranti.it%2Fwp%2F%3Fp%3D809' data-shr_title='Neomamme+medico%3F+una+su+due+%C3%A8+stressata'></a><a class='shareaholic-googleplusone' data-shr_size='medium' data-shr_count='true' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.lauraduranti.it%2Fwp%2F%3Fp%3D809' data-shr_title='Neomamme+medico%3F+una+su+due+%C3%A8+stressata'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Suonare protegge il cervello, ma anche l&#8217;udito</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 09:44:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Duranti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Suonare, praticare la musica, e&#8217; un modo per restare giovani, infatti dedicarsi allo studio (sia amatoriale sia professionale) di un qualche strumento musicale da giovani e&#8217; un&#8217;assicurazione sul cervello per gli anni a venire perche&#8217; lo aiuta a restare in forma proteggendolo dal declino cognitivo tipico della terza eta&#8217;. Lo dimostra uno studio su 70 &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.lauraduranti.it/wp/?p=805">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.lauraduranti.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/suonare-online-300x229.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-806" title="suonare-online-300x229" src="http://www.lauraduranti.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/suonare-online-300x229.jpg" alt="" width="300" height="229" /></a>Suonare, praticare la musica, e&#8217; un modo per restare giovani, infatti dedicarsi allo studio (sia amatoriale sia professionale) di un qualche strumento musicale da giovani e&#8217; un&#8217;assicurazione sul cervello per gli anni a venire perche&#8217; lo aiuta a restare in forma proteggendolo dal declino cognitivo tipico della terza eta&#8217;.</p>
<p>Lo dimostra uno studio su 70 anziani condotto presso la Emory University dalla neuropsicologa Brenda Hanna-Pladdy e pubblicato sulla rivista Neuropsychology.</p>
<p>E la musica non protegge solo il cervello, ma anche l&#8217;udito, infatti un altro studio sulla rivista Psychology and Aging mostra che coloro che suonano o hanno suonato per molti anni uno strumento hanno l&#8217;udito garantito, cioe&#8217; da anziani hanno rischio minore di perderlo. Lo studio e&#8217; stato condotto da Benjamin Zendel del Rotman Research Institute di Toronto ed ha coinvolto poco meno di 200 persone tra musicisti amatoriali o professionisti e non musicisti di tutte le eta&#8217;.</p>
<p>L&#8217;udito si perde normalmente con l&#8217;eta&#8217;: entro i 60 anni il 10-30% delle persone soffre di una perdita di udito moderata; a 80 anni almeno il 60% delle persone ha una perdita di udito lieve. Gli esperti hanno confrontato con svariati test l&#8217;udito del campione. E&#8217; emerso che in media chi si e&#8217; dedicato per molti anni alla musica, ha l&#8217;udito migliore dei coetanei non musicisti. Per esempio un 70enne musicista aveva l&#8217;udito buono quanto quello di un 50enne che non ha mai suonato.</p>
<p>Hanna-Pladdy nel suo lavoro ha diviso gli anziani per livelllo di istruzione e stili di vita simili; ha sottoposto tutto il campione a una serie di test cognitivi e riscontrato che a parita&#8217; di altri fattori sono sempre coloro che si sono dedicati anni alla musica (sia professionalmente sia per hobby) che hanno la meglio ai test.</p>
<p>In qualche modo la musica preserva le funzioni cognitive dal declinio fisiologico eta&#8217;-indotto</p>
<p>Fonte: ANSA</p>
<div class="shr-publisher-805"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fbsend' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.lauraduranti.it%2Fwp%2F%3Fp%3D805'></a><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.lauraduranti.it%2Fwp%2F%3Fp%3D805' data-shr_title='Suonare+protegge+il+cervello%2C+ma+anche+l%27udito'></a><a class='shareaholic-googleplusone' data-shr_size='medium' data-shr_count='true' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.lauraduranti.it%2Fwp%2F%3Fp%3D805' data-shr_title='Suonare+protegge+il+cervello%2C+ma+anche+l%27udito'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>I cassetti della memoria sono &#8220;pacchetti di ricordi&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 09:31:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Duranti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ogni ricordo o mappa mentale di un luogo a noi familiare e&#8217; inserito in pacchetti (o registrazioni) da 125 millisecondi ciascuno, e il cervello e&#8217; capace di passare da un pacchetto all&#8217;altro rapidamente e senza indurci in confusione. Ed e&#8217; cosi&#8217; che il nostro cervello ci &#8216;teletrasporta&#8217; rapido da un ricordo all&#8217;altro. Secondo gli scienziati &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.lauraduranti.it/wp/?p=799">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.lauraduranti.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/06-una_pellicola_di_ricordi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-800" title="06-una_pellicola_di_ricordi" src="http://www.lauraduranti.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/06-una_pellicola_di_ricordi.jpg" alt="" width="288" height="191" /></a>Ogni ricordo o mappa mentale di un luogo a noi familiare e&#8217; inserito in pacchetti (o registrazioni) da 125 millisecondi ciascuno, e il cervello e&#8217; capace di passare da un pacchetto all&#8217;altro rapidamente e senza indurci in confusione. Ed e&#8217; cosi&#8217; che il nostro cervello ci &#8216;teletrasporta&#8217; rapido da un ricordo all&#8217;altro.</p>
<p>Secondo gli scienziati norvegesi diretti da May-Britt Moser e Edvard Moser del Kavli Institute for Systems Neuroscience dell&#8217;universita&#8217; norvegese di scienza e tecnologia, e&#8217; grazie a questa capacita&#8217; cerebrale che, per esempio, quando ci svegliamo di soprassalto riusciamo, salvo rare eccezioni, a riconoscere subito il luogo in cui siamo, perche&#8217; il cervello e&#8217; pronto a &#8216;srotolare&#8217; la mappa mentale della stanza.</p>
<p>L&#8217;esperimento sfruttato dagli scienziati per capire come organizziamo i ricordi e&#8217; davvero curioso. Gli esperti hanno infatti &#8221;teletrasportato&#8221; virtualmente dei topolini da una stanza A a una stanza B e hanno visto come reagiva il cervello degli animali a questo rapido passaggio di ambiente.</p>
<p>Per teletrasportarli gli scienziati hanno usato un gioco di luci: cambiando cioe&#8217; l&#8217;illuminazione nella scatola in cui si trovavano i topi, questi credevano di essere proiettati istantaneamente dalla camera A a quella B e viceversa. I topi non si muovono da dove sono ma per il loro cervello, che ha imparato a riconoscere e distinguere A da B e che si e&#8217; creato un ricordo di ciascuna stanza, il teletrasporto avviene &#8216;davvero&#8217;. Infatti gli scienziati hanno constatato che al cambio virtuale di ambiente, ottenuto giocando con le luci, immediatamente nel cervello dei topi si registra la mappa mentale, o piu&#8217; in generale il ricordo, di detto ambiente. Il pacchetto-ricordo puo&#8217; contenere pochi attimi di vita, 125 millisecondi, e il cervello e&#8217; molto abile a passare dal pacchetto A al pacchetto B: lo puo&#8217; fare anche otto volte di seguito al secondo.</p>
<p>&#8221;Abbiamo ingannato i topi &#8211; spiega May-Britt Moser &#8211; ovviamente non c&#8217;e&#8217; nessun teletrasporto ma abbiamo ideato un modo per farglielo credere reale&#8221;. Infatti registrandone l&#8217;attivita&#8217; cerebrale si capisce che i topi realmente credono di essere passati da un ambiente A a quello B. E quando i ricercatori li teletrasportano, i topi sentono esattamente lo stesso genere di transitoria confusione che avvertiamo noi quando momentaneamente non sappiamo dove ci troviamo. Ma il cervello rimedia subito e non mischia mai il pacchetto A con quello B, al massimo puo&#8217; avere un piccolissimo ritardo nel passare da uno all&#8217;altro ricordo.</p>
<p>&#8221;Stiamo cominciando a far luce sui contorni e i meccanismi che compongono il mondo de nostri pensieri&#8221;, conclude May-Britt Moser.</p>
<p>Fonte: ANSA</p>
<div class="shr-publisher-799"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fbsend' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.lauraduranti.it%2Fwp%2F%3Fp%3D799'></a><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.lauraduranti.it%2Fwp%2F%3Fp%3D799' data-shr_title='I+cassetti+della+memoria+sono+%22pacchetti+di+ricordi%22'></a><a class='shareaholic-googleplusone' data-shr_size='medium' data-shr_count='true' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.lauraduranti.it%2Fwp%2F%3Fp%3D799' data-shr_title='I+cassetti+della+memoria+sono+%22pacchetti+di+ricordi%22'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Se si lascia il cervello a digiuno, scatta il craving</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 09:15:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Duranti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[craving]]></category>
		<category><![CDATA[digiuno]]></category>
		<category><![CDATA[fame]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando lo zucchero nel nostro corpo cala, il cervello &#8221;va in tilt&#8221; cominciando a desiderare ardentemente il cibo, soprattutto il cervello degli individui obesi. Meglio quindi non &#8216;affamare&#8217; il cervello, per evitare di cadere preda di abbuffate senza controllo. Lo dimostra uno studio condotto da Rajita Sinha della Yale University e pubblicato sul Journal of &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.lauraduranti.it/wp/?p=795">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.lauraduranti.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/abbuffata.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-796" title="abbuffata" src="http://www.lauraduranti.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/abbuffata.jpg" alt="" width="250" height="318" /></a>Quando lo zucchero nel nostro corpo cala, il cervello &#8221;va in tilt&#8221; cominciando a desiderare ardentemente il cibo, soprattutto il cervello degli individui obesi. Meglio quindi non &#8216;affamare&#8217; il cervello, per evitare di cadere preda di abbuffate senza controllo.<br />
Lo dimostra uno studio condotto da Rajita Sinha della Yale University e pubblicato sul Journal of Clinical Investigation.<br />
Gli esperti hanno visto che quando il cervello va in carenza di zucchero la corteccia prefrontale, sede di autocontrollo e ragionamento, perde la capacita&#8217; di tenere a bada i &#8221;circuiti del desiderio&#8221;, dove nascono le sensazioni di piacere; tali centri nervosi, per esempio lo striato, non piu&#8217; frenati dalla corteccia, si iperattivano alimentando la voglia  irresistibile di cibo.<br />
Secondo i ricercatori nelle persone obese questo meccanismo risulta addirittura accentuato, suggerendo una ragione per cui per loro e&#8217; ancora piu&#8217; difficile resistere alle tentazioni. Gli esperti Usa hanno studiato cosa succede quando nel cervello calano i livelli di zucchero e cosa succede quando in questa situazione la persona e&#8217; esposta al richiamo del cibo attraverso foto di ghiottonerie varie piu&#8217; o meno invitanti. Ebbene nel cervello in carenza di zucchero si attiva l&#8217;ipotalamo, centro che controlla l&#8217;appetito, e contemporaneamente si riduce l&#8217;attivita&#8217; della corteccia prefrontale, l&#8217;area dell&#8217;autocontrollo. A cio&#8217; corrisponde la intensa attivazione dei centri del piacere (tra cui lo striato), guidati dall&#8217;impulso, che a quel punto sono a briglia sciolta. E&#8217; la loro attivazione che determina il desiderio, talvolta eccessivo, di cibo, ed e&#8217; probabile che se qualcuno di questi circuiti perde il controllo diventi piu&#8217; difficile resistere alle tentazioni. Cio&#8217; significa anche che se si vogliono evitare le abbuffate e&#8217; meglio nutrire il cervello in modo regolare, senza saltare pasti e far calare gli zuccheri.</p>
<p>Fonte: ANSA</p>
<div class="shr-publisher-795"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fbsend' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.lauraduranti.it%2Fwp%2F%3Fp%3D795'></a><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.lauraduranti.it%2Fwp%2F%3Fp%3D795' data-shr_title='Se+si+lascia+il+cervello+a+digiuno%2C+scatta+il+craving'></a><a class='shareaholic-googleplusone' data-shr_size='medium' data-shr_count='true' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.lauraduranti.it%2Fwp%2F%3Fp%3D795' data-shr_title='Se+si+lascia+il+cervello+a+digiuno%2C+scatta+il+craving'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Mal d&#8217;autunno? ne soffre il 25% della popolazione</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 08:27:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Duranti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[drospirenone]]></category>
		<category><![CDATA[SAD]]></category>
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		<description><![CDATA[Il &#8221;mal d&#8217;autunno&#8221; colpisce 12 milioni di italiane con disturbi dell&#8217;umore, insonnia, attacchi di fame e calo del desiderio. Il problema riguarda il 25% della popolazione e le donne sono quattro volte piu&#8217; vulnerabili degli uomini. Un 5% va incontro ad un vero e proprio disturbo affettivo stagionale (SAD). Questi sono alcuni dei dati illustrati &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.lauraduranti.it/wp/?p=791">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.lauraduranti.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/image-articolo-la-pillola-che-in-piu-toglie-la-tristezza.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-792" title="image-articolo-la-pillola-che-in-piu-toglie-la-tristezza" src="http://www.lauraduranti.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/image-articolo-la-pillola-che-in-piu-toglie-la-tristezza.jpg" alt="" width="216" height="324" /></a>Il &#8221;mal d&#8217;autunno&#8221; colpisce 12 milioni di italiane con disturbi dell&#8217;umore, insonnia, attacchi di fame e calo del desiderio. Il problema riguarda il 25% della popolazione e le donne sono quattro volte piu&#8217; vulnerabili degli uomini. Un 5% va incontro ad un vero e proprio disturbo affettivo stagionale (SAD). Questi sono alcuni dei dati illustrati durante il convegno nazionale organizzato a Palermo dalla Societa&#8217; Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo).</p>
<p>&#8221;La causa &#8211; ha spiegato il direttore della Clinica ostetrica e ginecologica dell&#8217;Universita&#8217; di Palermo Antonino Perino &#8211; e&#8217; in gran parte biologica, determinata da un basso livello di serotonina, il neurotrasmettitore &#8216;messaggero&#8217; cerebrale del buonumore, la cui concentrazione sembra ridursi nei periodi piu&#8217; freddi e con meno luce&#8221;. &#8221;Le donne &#8211; ha aggiunto dal canto suo il direttore della Sod di Ginecologia dell&#8217;infanzia e dell&#8217; Adolescenza del &#8216;Careggi&#8217; di Firenze Vincenzina Bruni &#8211; possono pero&#8217; contare su un&#8217;arma in piu&#8217; per risolvere soprattutto i sintomi sessuali. Si chiama drospirenone, un progestinico contenuto nella pillola contraccettiva che agisce direttamente sul sistema nervoso centrale. Oltre all&#8217;efficacia anticoncezionale, ha dimostrato, dopo 6 mesi di assunzione, di favorire un aumento della libido, un miglior raggiungimento dell&#8217;orgasmo e una piu&#8217; alta frequenza di rapporti&#8221;. La ricerca di benefici aggiuntivi e&#8217; l&#8217;ultima frontiera della contraccezione ormonale.</p>
<p>&#8221;E&#8217; la soddisfazione &#8211; ha detto Anna Maria Paoletti, ordinario di Ginecologia e ostetricia dell&#8217;Universita&#8217; di Cagliari &#8211; che determina l&#8217;adesione ad un metodo anticoncezionale e influenza di conseguenza la salute sessuale delle pazienti. Recenti studi internazionali hanno dimostrato come chi utilizzi estroprogestinici abbia complessivamente tassi di mortalita&#8217; complessiva piu&#8217; bassi e goda di maggior benessere, anche psico-fisico&#8221;.</p>
<p>Fonte: ANSA</p>
<div class="shr-publisher-791"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fbsend' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.lauraduranti.it%2Fwp%2F%3Fp%3D791'></a><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.lauraduranti.it%2Fwp%2F%3Fp%3D791' data-shr_title='Mal+d%27autunno%3F+ne+soffre+il+25%25+della+popolazione'></a><a class='shareaholic-googleplusone' data-shr_size='medium' data-shr_count='true' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.lauraduranti.it%2Fwp%2F%3Fp%3D791' data-shr_title='Mal+d%27autunno%3F+ne+soffre+il+25%25+della+popolazione'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Sentire&#8221; con gli occhi</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 08:21:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Duranti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
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		<category><![CDATA[neuroni specchio]]></category>
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		<description><![CDATA[I neuroni dell&#8217;udito si attivano anche con la vista. Vedere immagini normalmente associate a un suono attiva la corteccia uditiva in un decimo di secondo. Sono le conclusioni di una ricerca pubblicata su Scientific reports, condotta dall&#8217;Università di Milano-Bicocca e dal Cnr, che spiega anche perché la vista del labiale favorisce la comprensione del linguaggio &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.lauraduranti.it/wp/?p=787">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.lauraduranti.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/sguardo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-788" title="sguardo" src="http://www.lauraduranti.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/sguardo.jpg" alt="" width="385" height="240" /></a>I neuroni dell&#8217;udito si attivano anche con la vista. Vedere immagini normalmente associate a un suono attiva la corteccia uditiva in un decimo di secondo. Sono le conclusioni di una ricerca pubblicata su Scientific reports, condotta dall&#8217;Università di Milano-Bicocca e dal Cnr, che spiega anche perché la vista del labiale favorisce la comprensione del linguaggio e i motivi per cui il fuori sincrono è così alterante.</p>
<p>La stretta associazione delle informazioni visive con quelle uditive a cui sono più frequentemente abbinate &#8220;si basa sui neuroni specchio audiovisivi&#8221;, spiega Alice Mado Proverbio, docente di Psicobiologia dell&#8217;Università di Milano-Bicocca, &#8220;e consente al nostro cervello, per esempio, di ricavare l&#8217;immagine di un gatto ascoltando il suo miagolio o la voce di una persona guardando una sua foto&#8221;. Grazie alla tecnica chiamata Loreta (Low-resolution electromagnetic tomography) i ricercatori sono riusciti a ricostruire delle immagini tridimensionali che mostrano in che ordine si attivano le diverse aree cerebrali mentre una persona immobile osserva delle fotografie. &#8220;I dati evidenziano come il cervello sia in grado di estrarre informazioni associate ai suoni&#8221;, ha spiegato Alberto Zani dell&#8217;Ibfm-Cnr di Milano, &#8220;un decimo di secondo dopo la presentazione dell&#8217;immagine, attivando la corteccia temporale allo stesso modo dei suoni percepiti realmente o delle allucinazioni uditive&#8221;.</p>
<p>I risultati di questa ricerca spiegano perché la vista del labiale favorisce la comprensione, cosa che non avviene quando si ascolta al telefono; in maniera inversa un labiale incongruente con l&#8217;ascolto altera la percezione uditiva. Si tratta del primo studio nell&#8217;uomo che offre dati neurofisiologici diretti sull&#8217;esistenza dei neuroni specchio audiovisivi già identificati nella scimmia.</p>
<p>Fonte: ANSA</p>
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		<title>Sindrome di grimilde: una verità o un&#8217;esagerazione?</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 08:15:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Duranti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[autostima]]></category>
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		<description><![CDATA[Con la fine dell&#8217;estate arriva un nuovo malessere, è la &#8220;sindrome di Grimilde&#8221;. Secondo gli esperti, sette donne su dieci sono alle prese con l&#8217;ansia di non piacersi. Effetto collaterale di qualche chilo in più accumulato durante le vacanze. Così specchio e bilancia rischiano di mettere in difficoltà milioni di italiane, scontente del proprio corpo &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.lauraduranti.it/wp/?p=782">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.lauraduranti.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/2e93_02.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-783" title="2e93_02" src="http://www.lauraduranti.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/2e93_02.jpg" alt="" width="183" height="275" /></a>Con la fine dell&#8217;estate arriva un nuovo malessere, è la &#8220;sindrome di Grimilde&#8221;. Secondo gli esperti, sette donne su dieci sono alle prese con l&#8217;ansia di non piacersi. Effetto collaterale di qualche chilo in più accumulato durante le vacanze. Così specchio e bilancia rischiano di mettere in difficoltà milioni di italiane, scontente del proprio corpo e preoccupate di non riuscire a indossare i vestiti della passata stagione. Secondo la psicologa Mariolinia Palumbo &#8220;è molto diffuso tra le donne un senso di insoddisfazione causato dal non sentirsi pienamente in forma&#8221;, in più, sottolinea l&#8217;esperta, &#8220;guardarsi allo specchio alla ricerca dei chili di troppo diventa l&#8217;attività principale di molte donne&#8221;. Nervosismo, ansia, perdita di autostima: questi sono i sintomi della sindrome di Grimilde, il personaggio della favola di Biancaneve che si specchiava chiedendosi chi fosse la più bella del reame. Secondo lo studio, promosso da Nestlé Fitness su un campione di 512 italiane di età compresa tra i 18 e i 54 anni, a non sentirsi in forma sono il 67% delle donne, solo una su due si dichiara soddisfatta del proprio corpo e due su dieci non lo sono affatto. La ricerca ha evidenziato che la non perfetta forma fisica genera nervosismo nel 21% delle intervistate, angoscia nel 39% e il 44% dichiara, addirittura, di dover ricorrere a nascondere i propri difetti con vestiti appropriati.</p>
<p>Dalle risposte emerge che è l&#8217;autocritica a creare il maggior numero di scontente (45%) mentre sono il 13 per cento le donne in ansia a causa del giudizio degli altri. Il maggiore cruccio per le italiane è il girovita abbondante, il 59% vorrebbe una pancia più piatta, seguono le preoccupate per gli accumuli di grasso su cosce (44%), glutei (35%) e fianchi (37% ).</p>
<p>Niente panico, basta ristabilire l&#8217;equilibrio tra piacersi e piacere. E&#8217; quanto afferma la psicoterapeuta Alessandra Lancellotti, secondo cui &#8220;lo strumento principale per generare questo stato di benessere e riconquistare un rapporto sereno con il proprio corpo e con gli altri, parte da un trinomio vincente: un allenamento fisico regolare, un&#8217;alimentazione equilibrata e un approccio mentale sereno&#8221;. Per tutte il consiglio è di non abbattersi e cercare di rimettersi in forma in maniera graduale.</p>
<p>Nonostante il disagio, infatti, solo il 64% delle donne ha dichiarato di aver messo in atto strategie per tornare a sentirsi a proprio agio con se stesse. Il rimedio più immediato per circa un terzo delle italiane è quello di seguire un regime alimentare più sano, che per le intervistate significa mangiare più frutta (89%), verdura (89%) e cereali (58%). &#8220;Questi ultimi&#8221;, sottolinea il nutrizionista Nicola Sorrentino, &#8220;consentono una migliore sensibilità insulinica, fattore fondamentale nella prevenzione del diabete, e aiutano a mantenere un intestino sano e integro. Inoltre, un maggior consumo di cereali integrali favorisce il raggiungimento di un indice di massa corporea (rapporto fra peso e altezza) più equilibrato e riduce le probabilità di un aumento di peso nel tempo&#8221;.</p>
<p>Fonte: ANSA</p>
<div class="shr-publisher-782"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fbsend' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.lauraduranti.it%2Fwp%2F%3Fp%3D782'></a><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.lauraduranti.it%2Fwp%2F%3Fp%3D782' data-shr_title='Sindrome+di+grimilde%3A+una+verit%C3%A0+o+un%27esagerazione%3F'></a><a class='shareaholic-googleplusone' data-shr_size='medium' data-shr_count='true' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.lauraduranti.it%2Fwp%2F%3Fp%3D782' data-shr_title='Sindrome+di+grimilde%3A+una+verit%C3%A0+o+un%27esagerazione%3F'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Tutti i segreti della mente</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 08:09:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Duranti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[future of science]]></category>
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		<description><![CDATA[Mente, essenza dell&#8217;umanità: è questo il titolo e il tema della VII Conferenza mondiale &#8216;Future of science&#8216;, organizzata dalle fondazioni Veronesi, Cini e Tronchetti Provera a Venezia dal 18 al 20 settembre. Una tre giorni di appuntamenti dove alcuni dei massimi i migliori cervelli, italiani e internazionali, si confronteranno su tutto ciò che riguarda la &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.lauraduranti.it/wp/?p=778">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.lauraduranti.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/Immagine-3.png"><img class="alignleft size-full wp-image-779" title="Immagine 3" src="http://www.lauraduranti.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/Immagine-3.png" alt="" width="353" height="146" /></a>Mente, essenza dell&#8217;umanità: è questo il titolo e il tema della VII Conferenza mondiale &#8216;<a href="http://thefutureofscience.org/" target="_blank">Future of science</a>&#8216;, organizzata dalle fondazioni Veronesi, Cini e Tronchetti Provera a Venezia dal 18 al 20 settembre. Una tre giorni di appuntamenti dove alcuni dei massimi i migliori cervelli, italiani e internazionali, si confronteranno su tutto ciò che riguarda la mente, dai neuroni a specchio al linguaggio. &#8220;Anche se le neuroscienze hanno conosciuto un grande sviluppo &#8211; spiega in un suo recente articolo il genetista Edoardo Boncinelli, uno degli scienziati presenti &#8211; e si sono individuate le aree cerebrali deputate al linguaggio, all&#8217;orientamento spaziale o al rimpianto, ancora non si è scoperto dove sta la coscienza e l&#8217;io. C&#8217;é la necessità di ripensare un po&#8217; tutto del cervello, della mente e della psiche, facendo piazza pulita come se non avessimo mai saputo niente&#8221;. La sessione inaugurale sarà focalizzata su quanto si sta iniziando a capire del ruolo delle emozioni nell&#8217;attività mentale umana. Nelle altre sessioni si prenderanno in esame le recenti scoperte sull&#8217;evoluzione della mente e la cognizione animale con Fran de Vaal della Emory university di Atlanta, l&#8217;importanza dell&#8217;empatia e l&#8217;altruismo per lo sviluppo dell&#8217;anima sociale, intelligenza artificiale e biologica. Tra gli altri temi che si affronteranno ci saranno anche i meccanismi della memoria con Cristina Alberini della New York University, i neuroni a specchio con Corrado Sinigaglia dell&#8217;università di Milano, le origini del linguaggio con Andrea Moro dell&#8217;università di Pavia, e il significato dei sogni e del sonno con Allan Hobson dell&#8217;Harvard Medical School. In chiusura Gabriella Pravettoni, dell&#8217;università di Milano, cercherà di spiegare come la mente prende decisioni usando criteri non sempre logici e razionali. &#8220;La conferenza indagherà i meccanismi mentali più profondi &#8211; conclude l&#8217;oncologo Umberto Veronesi &#8211; Negli ultimi 30-40 anni abbiamo appreso moltissimo sulla mente, eppure conosciamo una piccola percentuale dei suoi aspetti. Fare luce sui meccanismi non è solo il modo per risolvere il disagio e le malattie mentali, ma di addentrarsi in universo sconosciuto di cui bisogna essere pronti ad affrontare ogni incognita&#8221;.</p>
<p>Fonte: ANSA</p>
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		<title>Endometriosi? Conoscerla, capirla, curarla.</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 22:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Duranti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>
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		<description><![CDATA[Riporto integralmente il comunicato apparso sul sito dell&#8217;ANSA il 27 settembre scorso. L&#8217;endometriosi è una condizione clinica più diffusa di quanto si pensi, con notevoli ripercussioni psicologiche, sulla quale però c&#8217;è paradossalmente ancora scarsa informazione. Ottima iniziativa di sensibilizzazione dunque, a sostegno della prevenzione e dell&#8217;informazione per tutte le donne italiane. Buona lettura! E&#8217; ripartita &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.lauraduranti.it/wp/?p=773">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.lauraduranti.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/Immagine-2.png"><img class="alignleft size-full wp-image-774" title="Immagine 2" src="http://www.lauraduranti.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/Immagine-2.png" alt="" width="326" height="82" /></a>Riporto integralmente il comunicato apparso sul sito dell&#8217;ANSA il 27 settembre scorso.</p>
<p>L&#8217;endometriosi è una condizione clinica più diffusa di quanto si pensi, con notevoli ripercussioni psicologiche, sulla quale però c&#8217;è paradossalmente ancora scarsa informazione. Ottima iniziativa di sensibilizzazione dunque, a sostegno della prevenzione e dell&#8217;informazione per tutte le donne italiane.</p>
<p>Buona lettura!</p>
<blockquote><p>E&#8217; ripartita il 27 settembre sulle reti Rai la Campagna Istituzionale Informativa sull&#8217;endometriosi, che ha come testimonial l&#8217;attrice Nancy Brilli, con lo spot realizzato dal Ministero per le Pari Opportunità in collaborazione con la Fondazione Italiana Endometriosi Onlus (FIE).</p>
<p>Sebbene l&#8217;Endometriosi sia ancora una malattia pressoché sconosciuta nonostante gli allarmanti dati in aumento (ne soffrono oltre tre milioni di donne in Italia e circa centocinquanta nel mondo); la prima serie di Spot informativi, in onda lo scorso luglio, sottolineano gli organizzatori, ha in breve tempo suscitato uno straordinario interesse. Nel periodo tra il 18 luglio e il 22 settembre, infatti, il video dello spot ha totalizzato oltre 11 mila visualizzazioni, cui sono seguite centinaia di lettere spontanee di ringraziamento indirizzate al Ministro Carfagna e a Nancy Brilli; il sito della Fondazione Endometriosi è stato visitato da oltre 83 mila utenti, per un totale di oltre 362 mila visualizzazioni e sono state registrate quasi 9 mila nuove iscrizioni al sito e alla newsletter.</p>
<p>Lo spot è anche visibile sul sito www.pariopportunità.gov.it e su quello della <a href="http://www.endometriosi.it/" target="_blank">Fondazione Endometriosi</a>. Questo problema, sottolinea lo stesso ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna in un intervento pubblicato sul sito del ministero, &#8220;è stato troppo a lungo sottovalutato: in Italia sono tre milioni le donne che soffrono di endometriosi, il 30 per cento delle italiane in età fertile. Con questo spot realizzato dal Ministero per le Pari Opportunità vogliamo andare oltre, aiutando le donne a conoscere la malattia e a ritrovare fiducia&#8221;. Essenziale è, infatti, conclude il ministro, &#8220;capire che l&#8217;endometriosi è una malattia e, come tale, va riconosciuta, trattata e curata&#8221;.</p></blockquote>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/9TPyEJmX07Q" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
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