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If you don’t know me by now…

La realtà passa veloce coi suoi contorni confusi, avvolti nel buio della sera, fuori dal mio finestrino. Seduta, come ogni domenica, su di un treno maleodorante e superaffollato, di ritorno verso casa. La testa appoggiata pesantemente sulla mano destra e lo sguardo, perso nell’infinito del sempre e del mai.
“If you don’t know me by now” risuona nel mio ipod e un’emozione torna viva e carica alla mente, con tutti i suoi colori. E rieccomi per un lunghissimo attimo nei lontani anni ottanta: Inghilterra, una serata di metà luglio dell’estate della mia seconda media. Un ragazzo carino, misteriosamente interessato a me, piccolo ragnettino magro e timido dai biondi capelli lisci e lunghi fino alla vita. Il college estivo, la caciara, la festa nella discoteca con gli altri. Preoccupata di sembrare la solita stupida imbranata, con la maglietta a righe bianche e rosa e i bermuda bianchi con una gomma da masticare attaccata sopra, che non aveva nessuna intenzione di staccarsi in nessun modo. E lui, in piedi davanti a me sopra al suo skateboard, amico inseparabile di sempre, che mi guarda con quegli occhi da cartone animato, che sembrano brillare di luce propria quasi contenessero davvero polvere di stelle. In un inglese stentato, nell’imbarazzo di sbagliare parole e gesti, parliamo, ridiamo e balliamo. Le luci colorate illuminano a tratti i nostri sguardi, mentre la canzone risuona nell’aria:”If you don’t know me by now, you will never never never know me…”: se non mi conosci ora, non mi conoscerai mai. Un bacio, solo uno. Incredibile. Un’emozione forte, netta, vivida, travolgente. E un sorriso idiota, stampato sul mio viso, quasi fossi riuscita anch’io finalmente a rubare un po’ di sbirlucicchio alle stelle. Chissà quando ci sposeremo ed avremo dei figli, pensavo tra me e me, immaginando ingenuamente un futuro ormai definito.
E invece, come era ovvio, le stelle lasciarono il posto al sole caldo del giorno, che riportò la cruda realtà su tutte le cose e noi ci salutammo al termine delle tre settimane, per non rivederci mai più.
Riascolto quelle note, sbucate per caso impertinenti dal mio shuffle, e risento dentro tutta la tenerezza e la felicità di quegli attimi. E’ incredibile come, per ogni momento importante ed emozionante, io abbia una canzone. Come una fotografia viva e carica che si riattiva davanti ai miei occhi, al suono della prima nota. Con tutti i rumori, i sapori, i profumi, le sensazioni di quell’attimo, che nelle note, diventa eterno. Chissà che fine ha fatto lo skaters del mio primo bacio. Chissà se a volte gli capita di risentire quella vecchia canzone e di ricordarsi della nostra serata e dei nostri occhi illuminati dalla polvere di stelle.

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