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Cyborg Laura e la vista a raggi X…

barca-a-vela

Giornata strana.
Da ieri ansia, paura, una strana sensazione di instabilità.
L’idea della visita di oggi, il controllo agli occhi, a 6 mesi dall’intervento.
E il timore di sentirsi dire che il sogno è stato bello, ma qualcosa non va, la paura di ritrovarsi di nuovo in preda all’ansia, mentre un oculista si avvicina per ficcarti qualche strano strumento nell’occhio e perder di nuovo il controllo.
Paura… sì, vera paura.

E così mi decido. Dovrei andare a sentire la mia capa al convegno. Si incazzerà sicuramente a morte.
Ma amen. Se andassi, passerei il tempo a rimuginare.
Meglio impegnare la mente in qualcosa di utile. E siccome venerdì la mia cerata andrà alla Tati, ecco che una buona idea è comprarsene una in sostituzione.
Mi sveglio dopo una notte di incubi. Vado al negozio HM. Resto li fino alle 12.30, indecisa tra un milione di cose.
Mando una marea di sms, anche alle persone più impensate e alla fine, ascolto un consiglio e mi decido.
Cerata nuova, rossa, sfavillante. “Il rosso ti dona proprio”, dice la commessa.
Corro in studio a stomaco vuoto. Alle 13.30 vedo l’unico paziente della giornata, felice come una pasqua, con il mio accappatoio superslim, un paio di pantaloni napapiri e la cerata nuova di pacca, nel sacchetto a fianco alla scrivania.
E il mio conto in banca inizia a piangere. Ma chissenefrega!

Alle 14.30 son fuori dallo studio, affamata. Visita oculistica alle 16. Sento via sms Ersindo che sta passando in zona e decidiamo di mangiare un panino al volo insieme. Piola, un panino con l’auto posteggiata con posteggio “creativo” su un incrocio e, dopo una breve sfilata x mostrargli la cerata nuova, alle 15.20 son di nuovo in metro. Corro a casa… ansia.
Distratta solo da qualche sms, mi preparo ed esco, di nuovo. E alle 16 son in piazza della repubblica al Camo.
In sala d’attesa c’è un tizio, giovane, con l’aria un po’ sfigatella, che parla in francese con la madre.
Chiccherano con un altro e gli dicono che, a 9 anni dall’operazione, la vista gli è calata ancora a -1.
Mi attapiro. “Minimo minimo non me ne accorgo x compensazione, ma vedrai che dovrò rimettere quei cazzo di occhiali”, mi dico.
La dottoressa arriva “Signorina Duranti!”. Entro nello studiolo, mi fa tutti gli esami e ripete in continuazione “Ma andiamo benissimo!”, tutta soddisfatta. Io resto tra il dubbioso e il piacevolmente sorpreso. E così inizia a farmi leggere.
“Non le leggo proprio bene queste…”, dico. Lei ride. Accende la luce, mi guarda e dice “Andiamo proprio benissimo!”.
“Ma come? Ma se le ultime le leggevo un po’ sfuocate!”, ribatto. “Sì certo” mi dice “Ma guardi a che numerino corrispondono”
Mi prende un colpo “Lei ha 12 decimi naturali per ogni occhio”, esclama sorridendo.

Mi viene quasi da piangere. “E l’astigmatismo? ma c’era!!”, esclamo sorpresa.
“Sì, certo… ha detto bene… c’era!” e sorride.
Esco di li col supersorrisone a 200 denti. So che non va così bene a tutti. Soprattutto se si parte dall’esser talpine com’ero io.
Oltre i 6/10 non assicurano una correzione totale e poi c’è sempre l’incognita dell’intervento. Eppure io ci vedo. E pare benissimo.
Mi scrive il certificato x la patente. Mi sembra tragicomico che potrò chiedere di cambiare ciò che natura mi aveva dato come scadente, dopo anni e anni di abitudine ad esser chiamata “mr magoo” dal mondo, e avere una bella patente linda, nuova di pacca, senza la dicitura “guida con lenti”.
Potrei impressionarmi! E’ un po’ come svegliarsi domani mattina e ritrovarsi alte un metro e novanta o magari scoprirsi una quinta di reggiseno.
Così, senza fatica, in 1 minuto di “impegno” per occhio e qualche collirio da mettere.
Incredibile che sia così facile. Davvero.

Esco di li che non vedo una mazza per via delle goccine per dilatare la pupilla. Frà passa alle 19.30. Non so manco che ore sono.

Ma decido che sono felice e tutto ciò merita la vista di piazza castello.
Prendo passante e metro e in poco son li e già che ci sono, giro al decathlon di rito!
Mi compro quattro cavolate che mi mancano per il we ed esco, tutta felice.
Arrivo a casa alle 19.20, in super-ritardo. Frà passa da me, preparata a tempo di record, e corriamo al roialto x l’aperitivone.
Siamo in 12. Un sacco di gente nuova, due pupille maxi da cyborg e un succo di buffet a cui far la fila.
Risate risate e risate e si festeggia.
Al ritorno becchiamo pure due clown al semaforo, ma da quando i clown fanno gli spettacoli in attesa del verde???
Rido. E’ una giornata incredibile.

Arrivo a casa, come cenerentola, a mezzanotte e 15. Bisogna riposare e chissà, dopo una giornta così, il domani che cosa mi riserverà, di nuovo.
Grazie a tutti, a chi mi vuole bene e a chi no, perchè a vostro modo, tutti siete importanti. Tutti mi permettete di essere quello che sono, così felice.

Commenti

1 commento su “Cyborg Laura e la vista a raggi X…”

  1. Son proprio contenta per te Lau :))
     
    E cmq anche da talpa… eri figa lo stesso ^-^
     
    Mica t scambiano per niente niente per la marcuzzi :*

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