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Cosa accade se metti “mi piace” a tutto?

Like-facebook

Immaginate di collegarvi a Facebook e di apprezzare, senza sosta e senza alcuna logica, qualunque post, foto, video e articolo che vi si para dinnanzi agli occhi nel News Feed. Nella redazione di Wired è stato provato, e i risultati sono stati interessanti.

Mat Hanon, il redattore di Wired, ha provato a mettere “like” a tutto: ogni contenuto, anche quello più odiato, insensato, sdolcinato è stato meritevole di un apprezzamento digitale. E, ogni qual volta veniva messo un Mi Piace ad un articolo, e Facebook suggeriva ad Hanon 4 articoli correlati, anche questi primi 4 articoli correlati ricevevano un like.

L’idea di fondo di Hanon era vedere come avrebbe reagito l’EdgeRank, l’algoritmo di Facebook che regola la rilevanza e il peso dei singoli contenuti e che decide, su base informatica, quali post mostrare all’utente e quali gettare nell’oblio digitale.

Nell’aver casualmente apprezzato molti contenuti ideologicamente attinenti all’area di destra, conservatrice e xenofoba, Facebook aveva iniziato a rispondere promuovendo pagine e contenuti simili. Il redattore di Wired ha sperimentato sulla propria pelle la cosiddetta logica del Daily Me teorizzata da Cass Sunstein, ovvero quel meccanismo digitale perverso per cui l’utente finisce per essere circondato dall’eco assordante delle proprie convinzioni, creando idealmente un proprio giornale in cui non si apre mai ad altri punti di vista. Lo sperimentatore, che ha portato il suo News Feed ad un punto massimo di estremismo, ha descritto questa parte con un certo disagio:

“We set up our political and social filter bubbles and they reinforce themselves—the things we read and watch have become hyper-niche and cater to our specific interests”

Il News Feed di Hanon, sebbene fosse solo un esperimento, non ha fatto altro che continuare a confermare le convinzioni che facebook gli aveva attribuito in base ai “mi piace” espressi. Nella “testa” dell’EdgeRank, come in quella di tutti gli algoritmi che governano i contenuti dei colossi informatici, c’è l’idea che nell’era della personalizzazione perfetta l’utente voglia solo leggere quel che già riguarda la sua area ideologica e i suoi interessi. Amazon vi suggerirà libri a partire da quel che avrete precedentemente acquistato, Facebook vi suggerirà contenuti a partire dai like che avrete espresso.

Leggi tutto l’articolo sull’esperimento ..

La mia opinione

“Facebook sembra alimenti il cameratismo tra utenti che la pensano allo stesso modo e l’odio nei confronti di coloro che non appartengono alla camerata non facendo di fatto informazione”

Trovo che quest’articolo sia molto interessante, soprattutto alla luce del fatto che molti di noi si “informano” per la gran parte proprio tramite questo Social network, illudendosi di avere informazioni a tutto tondo e un confronto eterogeneo e variegato, mentre dall’esperimento appare evidente che così non è.

Cosa ne pensate?

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