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La felicità non è reale se non è condivisa

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Ripensavo al film dell’altra sera, alla colonna sonora, ai colori, alle emozioni.
Into the wild.

Un viaggio che tutti, se solo avessimo un po’ più di coraggio e di follia, vorremmo fare… forse.
Magari non esattamente in Alaska. Ma alla fine, comunque, pur sempre nella natura selvaggia.
Che a volte, come il mondo civilizzato, è più o meno benevola. E a volte ti si rivolta proprio contro.

E nella ricerca di se stesso, in fuga da una famiglia “malata” come tante, rivedo molte storie di chi ho incontrato fuori e dentro il mio studio, in questi anni.
Ma la scoperta più bella e più importante che Supertramp fa nel suo lungo viaggio dentro la natura e dentro se stesso, è che non esiste felicità senza relazioni. E’ una cosa di cui molti credono, ingenuamente, di poter fare a meno.
Eppure scriviamo ciò che ci capita, telefoniamo ad un amico, raccontiamo di noi, quello che sentiamo e quello che pensiamo. E non lo facciamo certo solo per noi stessi.

Da anni gli scrittori, i registi, i musicisti, gli artisti in genere, ma anche architetti, ingegneri, matematici e scienziati… tutti quanti… comunicano idee, scoperte, emozioni, pensieri… tutti noi condividiamo milioni di momenti, continuamente.
Eppure crediamo di poterne fare a meno.

Qualcuno anni fa ha ipotizzato cosa avrebbe pensato un neonato, alimentato artificialmente, spedito su uno shuttle nello spazio… solo, completamente solo.
Dopo elucubrazioni incredibili, gli scienziati hanno concluso che impazzirebbe. Probabilmente non saprebbe chi è e cos’è.
Non imparerebbe a parlare e a comunicare e morirebbe in breve tempo. Perchè gli esseri umani, in quanto animali sociali, necessitano di altri esseri umani per restare sani di mente. Curioso a pensarci.
Se non ho un mio simile in cui rispecchiarmi, io, di mio, non esisto, perchè non posso imparare a differenziarmi da lui, come fa un bambino da sua madre, crescendo.

Ed ecco che, tra la riflessione di un neonato sullo shuttle e il film di Sean Penn, una realtà si fa sempre più vera.
La felicità non è reale se non è condivisa.

 

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