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“Mamma mia come sei bella oggi!”

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Adoro le giornate come oggi.
Quando ti capitano un sacco di cose strane e belle e ti sorprendi… continuamente.
Vado al lavoro stamattina, vedo felice qualche paziente e mi ritrovo alla pausa pranzo, a dover decidere cosa mangiare.
Panino? Solita pizza? Ho solo un’ora di tempo, ma bisogna smetterla di stare negli schemi, bisogna rivoluzionare, rinnovare, distruggere e ricostruire, crearsi nuove diverse abitudini… e alternative, tante alternative nuove.
Quest’anno la vecchia Laura non esiste più. Memento audere semper!!Così mi metto a camminare a caso, esploro un po’ intorno al mio studio, lontano dai soliti due locali dall’altro lato della strada, così comodi e abituali, così conosciuti e scopro un ristorantino dietro l’angolo.
Spaghetti spada e tonno…. squisiti!  E nel tavolo a fianco si siedono un gruppo di uomini d’affari, tutti giacca e cravatta, che si mettono a chiacchierare.
Divertente!
Vedi che ho fatto bene ad esplorare?

Torno in studio e tra i pazienti nuovi, uno mi fa negli ultimi 5 minuti di seduta “Sa perchè ho scelto lei? c’erano tanti nomi e fotografie nella pagina del sito dove l’ho trovata. Ma lei aveva uno sguardo dolce, accogliente… ha lo sguardo che ispira fiducia! Mi faceva piacere dirglielo…”
Bello. Sorrido e lo saluto. Sono sempre cose carine da sentirsi dire e chissà perchè, non è il primo a dirmi questa cosa.
Inizio a pensare sia vera…
Esco in anticipo, c’è ancora il sole, ripenso all’estate, al mio sederotto da pigrona da sfoggiare tristemente ad agosto in costume ed, esclusa la superfighetta Tonic di via mestre, mi convinco ad andare a vedere la palestra Leonardo in loreto, a 10 minuti dal mio studio.
“Se è di strada e non conosco nessuno che ci va, ho più probabilità che mi venga voglia di andarci, se mi iscrivo!”, mi dico.
Tutte persone gentili, simpatiche, poca gente “tirata”, apparentemente tutti abbastanza free. Istruttori gentili, simpatici.
“Direi che qui ci potrei anche venire”, mi dico. Prendo orari e prezzi e decido di valutare a casa, con calma, contenta x essermi finalmente mobilitata per tentare di fare qualcosa.

Entro in metro per tornare a casa, dopo aver concluso il mio giretto alla coin e all’upim, tanto x non farmi mancare niente.
Appena scesa, sulla banchina incrocio un tizio che mi dice qualcosa di incomprensibile passandomi accanto.
Il tizio delle pulizie lo segue a meno di un metro e raccatta le cartacce per terra e mi sorride.
Dopo pochi metri incrocio un altro tizio che, passandomi accanto, esclama “bedda figliola!”
Ahahahha….
Non faccio nemmeno in tempo a realizzare ciò che mi è appena stato detto che sento urlare.
Mi giro ed è il signore di prima, in fondo alla banchina, che noncurante del resto della gente, attacca ad urlarmi “Benedetta!!!! Tu sei benedetta!!”
E tutti che si voltano a guardare verso chi era diretto l’urlo. Imbarazzo a mille!
Ahahahah, oltre che “bedda” son pure “benedetta”, ora! Certo che la gente è strana forte, eh!!

Arrivo a casa, entro nel portone e incrocio il ragazzo supergnoccoo (e supergiovane!!) del terzo piano che, vedendomi, mi apre gentilmente la porta per il cortile “Vai in palestra con quel borsone?”, chiedo. “No, sto andando a giocare a calcetto!”, dice fermandosi e mentre scendo i gradini della scala in cortile e gli auguro una buona partita, esclama stupito “Mamma mia come sei bella oggi! Davvero… sei proprio bella” e resta li, in piedi davanti alla porta, a guardarmi con gli occhietti ridenti e un supersorriso smagliante.
Resto un po’ inebetita, sorpresa e ridacchio imbarazzata e con un timido “grazie”, mi defilo verso l’ascensore e becco la mia vicina che ha visto tutta la scena e mi guarda, ridacchiando intenerita.
Ammazza che gnocco (orbo)!!!!  Ahahahah, sono ancora emozionata!

Cribbio, stamattina mi son cacciata su una gonna bianca al ginocchio che spara di qua e di la e che ho comprato l’anno scorso al volo, al mercato vicino al mio studio x 5 euro, mentre in pausa stavo cercando qualcosa a caso, per non schiattare di caldo.
Una maglietta smanicata azzurra e bianca tipo “ciao ciao”, rifilatami da mia sorella e le ballerine laccate bianche da 9 euro e 50, comprate al volo venerdì scorso.
Vista la mia innata capacità di ritardare sempre, stamattina mi son pure dimenticata tra le altre cose, di pettinarmi decentemente e di mettermi in faccia quel po’ di trucco che mi da solitamente la parvenza di una persona normale.

Ora… che io, in questo sciattume da discount tristissimo, possa apparire “bella”, proprio mi stupisce. Piacevolmente.
“Se mi vedon bella così, figuriamoci se mi tiro un po’”, mi dico. Ma forse ha ragione un mio paziente.
Forse ciò che è bello non è l’abito, non è il fondoschiena brasiliano, non è il trucco perfetto.
Forse ciò che è bello è ciò che si riesce a trasmettere agli altri, la serenità che traspare dagli occhi e che vede chi ti guarda.
Forse. Chissà domani cos’altro mi sorprenderà!

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