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Mille lire a metà e un sogno nel cassetto…

mille-lire
Controllo la mail come ogni sera ed ecco che un nome salta all’occhio come conosciuto e inaspettato.
Denise.
Apro e leggo…“Ciao Laura,
ti ricordi di me? 🙂
Come stai?
sai una cosa…. ho ancora una metà della nostra mille lire…
tu ce l’hai ancora?!?!
Dai, raccontami di te…
Saluti
Denise”

Non ci posso credere.
Era il 1997… ben 11 anni fa.
Io e Denise, compagne di banco e grandi amiche, davanti all’aula al Dibit – San Raffaele, in preda all’ansia pre-esame.
Non ce la faremo mai… questo esame è il blocco per il secondo anno… Laura cazzo, se mi segano, io qui non ci resto…
L’ansia aumenta.
Guardo Denise… “Non ti preoccupare… Andiamo a berci un caffè alle macchinette, così ci distraiamo nell’attesa che arrivi il nostro turno“, dico.
Percorriamo il corridoio, giriamo l’angolo ed eccoci alle macchinette.
Cazzo, non ho monete!! Ho solo Mille lire!!“, dice.
Guardo nel portafoglio… Assurdo… Nemmeno io ho moneta e non sono sufficienti per due caffè.
Prenditelo tu!”, le dico “Non ti preoccupare!
Lei mi guarda e con un gesto repentino strappa il millelire a metà e me ne porge mezzo.
Ma così non puoi prenderti nulla nemmeno tu!“, le dico.
“Non importa.. Niente caffè! Lo teniamo tutte e due come portafortuna… Perchè abbiamo iniziato insieme e finiremo insieme… perchè siamo brave, saremo ottime psicologhe e dobbiamo farla pagare a tutti questi snob fighetti che stanno nella nostra classe!
Resto basita a guardarla con immenso stupore.
E lei continua… “Il giorno della laurea, quando ci daranno quel fottuto pezzo di carta, riuniremo le due parti e con quel millelire ci berremo un caffè insieme!
Sorrido… Con grande entusiasmo ritorniamo verso l’aula e aspettiamo il nostro turno.
Io ho superato lo sbarramento, lei no. E così si è trasferita lontano, credo a Parma.
Da allora, salvo per i primi mesi, non l’ho più sentita. La distanza, compagni diversi, realtà diverse ci hanno fatto perdere di vista, giorno dopo giorno.
Ma le millelire a metà le ho conservate gelosamente come portafortuna nella mia agenda. Portate ad ogni esame e il giorno della laurea.
Anche se lei non era con me.

Ed ora…dopo 11 anni… riapro la mail e ritrovo quelle poche righe.
Sono contenta, perchè finalmente potremo riunire le nostre millelire e berci il nostro “famoso” caffè che da 11 anni attende di essere bevuto.

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