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Notte prima degli esami…

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Guardo la tv e le immagini mi riportano alla mente ricordi di un tempo passato, ormai lontano quasi 15 anni… E dire che sembra solo ieri che abbia fatto la maturità!
E’ proprio vero che dopo il liceo il tempo inizia a volare a velocità incredibile e in un batter d’occhio ci si ritrova a quasi 32 anni, a pensare all’ICI, al conto in banca, al lavoro, a prendersi cura di chi, fino ad ora, si era preso cura di te.
Guardo quelle immagini e ricordo tutte le emozioni di quella sera, i pensieri, le ansie e le aspettative enormi di quegli istanti eterni.In collegio, in compagnia di mia cugina, sopraggiunta x farmi compagnia nella solitudine di quel giugno caldo e assolato del 95… aria pulita, cielo terso e lago che risplende… Dio quanto mi manca il lago.
Notte prima degli esami… il mio migliore amico, eterno innamorato della persona sbagliata (come me del resto!), mia cugina ed altri amici alla Locanda del Lupo. Una birra, le barzellette di Debe (che ancora ricordo!!!! Incredibile!!) e tante tante risate.
Mi riaccompagnano a casa ed ecco che, appoggiata al cancello automatico del collegio, con la siepe tra i capelli, scatta un bacio… dolce e tenero.

In stato di completa confusione e felicità, guardo Manuela e, appena l’auto degli altri riparte, la stringo a me con la gioia di chi è contento di esser stato finalmente degnato di attenzioni tanto desiderate.
Cerchiamo di rientrare ma qualcosa non funziona. Le chiavi della porta, prese nella fretta di vedere chi mi aveva già da prima rapito i sogni, erano quelle sbagliate.
Panico!! Niente cellulari (ovviamente), niente di niente.. un convitto intero, muto, silenzioso… addormentato.

Proviamo a telefonare da una cabina telefonica, ma nulla. Iniziamo a considerare il dormire sull’erba sintetica del campo da calcio. Non è grachè, ma meglio di niente. L’incoscienza negli occhi e la felicità per quanto appena accaduto… nulla avrebbe potuto turbare quell’attimo.
Ritentiamo… Come mi sarei potuta svegliare il giorno dopo? L’esame di maturità sarebbe iniziato… e nemmeno una sveglia ad avvertirmi.
Lo scritto di italiano… l’ansia… tutto sembrava così lontano, anche se così reale.

Scala anti-incendio. Ultimo tentativo. Saliamo e bussiamo alla porta dell’ultimo piano. Dopo 10 minuti ininterrotti, ecco comparire nella penombra una signora, ospite del convitto, ciondolante dal sonno. Ci viene incontro sbattacchiando qua e la nel corridoio e sfregandosi gli occhi per capirci qualcosa. Ci vede, ci apre. Corriamo a dormire come due pazze… Incredibile!
A raccontarlo ancora ora mi viene da ridere… era anni che non ci pensavo. Ma quell’emozione forte della libertà, della gioia pura e sincera, che avevo quella notte… quelle emozioni le ricorderò per sempre.

 

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