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Porto Venere: Sono TROPPO da barca!

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Finalmente son sul Filavia, un first 47.7 di 14 mt e mezzo. Scendo dietro le svizzere che, furbescamente, occupano una delle cabine matrimoniali di poppa, una delle due più comode. Ma mi ero studiata la piantina a casa. Mi volto dall’altra parte ed entro, diretta, nell’altra cabina matrimoniale di poppa e… sorpresa… c’è uno che già ci dorme!! Cazzarola, mi hanno fregato le cabine migliori e adesso??
Vado nelle due di prua con letti a castello. Di sicuro mi va bene tutto, ma non dormire in dinette! tento di accaparrarmi un posto letto decente. Una cabina è completamente libera e piazzo il mio sacco a pelo sul lettino di sotto, ma mi manca il compagno di stanza!Problema: di donne ci son solo le due svizzere che si son già infilate nel sacco a brucomela e si son chiuse nella loro cabina e io?
Resta la scelta tra due uomini: alberto e matteo. Martina che è venuta ad aprirci la barca e a darci le prime indicazioni (come si usa il bagno, dove sono le luci, come spegnere la pompa dell’acqua ecc) ci dice che Dade, l’altro skipper, arriverà verso le 3 di notte e verrà a dormire nel posto libero che rimane. Essere svegliata alle 3 di notte da uno sconosciuto?? Non se ne parla.
Passare di nuovo, con tanto di bagagli, sull’altra barca, significa attraversarne due. Non ce la posso fare!!!! Preferisco dormire con un uomo!

Guardo velocemente i due uomini e scelgo quello più vicino a me.
“Tu… vieni qui… piacere, io sono laura… ho deciso che dormi con me! Io mi son già posizionata sul lettino sotto, quindi mi spiace ma ti dovrai arrampicare!” Mi guarda stranito per un secondo e poi tutto contento, si infila nella nostra microcabina. Scopriamo pure di avere un bagno a prua in condivisione con l’altra cabina… spettacolo.

C’è mareggiata forte, pioggia e vento. La corrente a 220 è saltata su tutta la banchina… niente stufette!! Un freddo porco… trovo una coperta nell’armadio e la avvolgo intorno al sacco a pelo e dopo i turni per prepararsi per la notte, tra me e matteo, eccoci finalmente a nanna.
Ma l’imbarazzo un po’ c’è: una notte in cabina con uno sconosciuto e soprattutto dopo una serata tanto strana e ricca di emozioni e novità. E così parliamo, chiacchieriamo e ridiamo almeno fino alle due passate e a un certo punto sentiamo dei colpi. Io esclamo “A me sa che a quelli della cabina a fianco stiamo un tantinello rompendo i coglioni” e dall’altra cabina si sente “Eh, finalmente l’avete capito!!” Ahahahahhaha….
Iniziamo a dormire.

La mattina sveglia alle 7.30, si scende dal Filavia e si va al bar Gabbiano a colazionare tutti insieme e a scegliere gli equipaggi.
Dade è arrivato, fa un giro informativo “Tu che esperienza hai?”, chiede. Ne viene fuori che son l’unica che non abbia mai messo piede su una vela prima d’ora. Ride e mi sceglie per il suo equipaggio. Affida i compiti “Tu sei la nostra rizzatrice”, dice a Tiziana… e dopo questa già temo cosa debba essere io.
“Tu sei il cuoco – cambusiere”, dice ad alberto. Tutti, bene o male, hanno compiti e alberto chiede “e lei? cosa fa lei?”
Dade si gira e mi fa “Tu sei una psicologa no?! Ok… Tu mi servi come psicologa esperta di emergenze…” e ride.

Chiaro che è un compito assurdo. Mi strizza l’occhio e iniziamo la crociera: sento che mi riposerò molto. E’ solidarietà tra colleghi. Eh sì, perchè Dade è uno psicologo (piuttosto carino), che ha mollato la scuola di psicoterapia al penultimo anno, per proseguire nel lavoro di famiglia.

Saliamo sulla barca, io mi fiondo nella cabina matrimoniale di poppa che con la riorganizzazione degli equipaggi, si è liberata. Mi dicono che dormirò con Dea. Oh, finalmente una donna!!! Lucio arriva un secondo dopo “Io vorrei chiedervi un favore”, dice con tono lagnoso e supplicante “Ho sempre fatto le vacanze sul Filavia… sono abitudinario… ho 50 anni… vi prego… non è che c’è qualcuno disposto a fare cambio con me di posto e andare su Appassionatamente?”.

Trenta secondi di incredulità. Mi guarda ed esclamo “Ma anche no!!” e ridacchiando aggiungo “Io volevo dormire con una donna. Finalmente ho la cabina con Dea e non ci penso minimamente ad andare di la!!” Mi stupisco anch’io di come la necessità mi renda così terribilmente cinica. Incredibile!! La fatina buona che dice una simile frase e dentro di me penso “Grande laura… cacchio… per una volta non ti sei fatta impietosire e hai fatto esattamente quello che volevi fare!”

E’ il mio nuovo leit motiv, incredibile ma vero. E già mi son portata a casa un risultato.
Sul Filavia, sistemato tutto, inizia il fuggi fuggi generale, tanto il tempo è brutto, non si esce e si può visitare i paesino. Restiamo in quattro: io, alberto, andrea e tino. Ci autonominiamo i cambusieri.
Va bene, fare cambusa è una palla, ma ha anche il suo enorme lato positivo! Puoi scegliere tu cosa mangiare, comprare e condividere con gli altri!
La spesa è equamente divisa tra alcolici e cibarie di ogni tipo. Preoccupata del mio stomachino, dopo l’esperienza al PS di una settimana prima con gastrite acuta, inizio a pensare a cosa poter comprare/mangiare della spesa comune.

Alberto prepara il pranzo, il mio spirito d’adattamento è massimo, fanculo alla gastrite! E ci mangiamo la pasta al tonno, contenti e felici.
Il tempo migliora e allora, mollare gli ormeggi, e via… per un giretto nel golfo.
Vento sul viso, occhiali da sole, crema solare e sole, finalmente! Dade mi chiama “Laura vieni qui che almeno timoni un po’”.
Fico! mi spiega come fare, cosa guardare, dove andare  “Sei davvero brava… complimenti!”, ripete.
Mi sto quasi esaltando, sembra un po’ incredibile ma da che son salita qui, tolte le prese x il culo che tutti ci facciamo, ho raccolto solo una valanga di complimenti. Ma io non ero quella negata negli sport e in tutte le cose pratiche?! Com’è che qui sto facendo misteriosamente tutto giusto?
Mi diverto da morire e potendo, non smetterei mai.
E Dade continua a complimentarsi, lo guardo alla mia sinistra, lancio occhiate interrogative “sicuro che sia così?”, chiedo. Mi sorride “Laura orza un po’… tieni la torre scola come riferimento… ora poggia…” E ci azzecco sempre… Incredibile, la fortuna del principiante.
“Sei proprio portata per la vela… devi troppo fare un corso con Martina!”, mi dice. Sono felice, davvero.
Non ho mai scelto vacanza tanto ignota quanto azzeccata. E mentre timono Dade esclama “Aperitivo?!” e alberto arriva con scaglie di parmigiano, prosecchino e salumi vari “Il timoniere ha diritto ad avere espresso ogni suo desiderio! Quindi chiedi pure tutto quello che vuoi!”. Sorrido a Dade e brindando ce ne andiamo tutti insieme nel vento… io e la compagnia del tangone.
La sera, ipod della Bettina collegato alle casse della barca. Devo farmi la doccia… e mo’ come funziona??

Le altre scendono dalla barca e fanno la coda alla marina di fronte per fare la doccia nelle docce pubbliche. Mi giunge voce che per la mancanza di corrente della notte prima, l’acqua è pure freddina oltre che essere un filo inesistente di acqua. Non ce la posso fare. Scendere un’altra volta dalla barca?! Uff…. Noia!!! Dade mi guarda mentre preparo la borsa per scendere con accappatoio, docciaschiuma e mi fa “Se vuoi puoi anche fartela a bordo” Lo guardo… “Davvero? si? In porto?”, rispondo dubbiosa.

“Sì… dovrebbe anche esser calda l’acqua… di solito i bagnetti si trasformano in un bagno turco per il vapore… certo non è spaziosa, ma io la faccio sempre qui”. Mi ha convinto “Ok, preferisco farla qui allora!! Almeno son già a casa”
Su quest’esclamazione Dade sorride “A casa… tu sei troppo da barca!!Non ho mai visto nessuno che non ha mai sperimentato la vela avere un così forte spirito di adattamento”, risponde. A me non pareva nulla di che.
Mi infilo nel bagnetto di prua, l’acqua è fredda, cazzarola. La 220 non c’era e non si è scaldata nemmeno l’acqua della barca e così, doccetta fredda rinvigorente. Esco dal bagnetto in accappatoio, con i capelli pinzati e il docciaschiuma in mano. “Com’era?”, chiede Dade. “Ma… beh… a parte che era un po’ freddina… che dire… non male”, rispondo ridacchiando. “Fredda?! Nooooo… la 220!! Cacchio… e l’hai fatta fredda?!?! Tu sei troppo da barca!!” e ride. Mi cambio velocemente in cabina ed esco. Le ragazze che sono uscite prima stanno ancora facendo la coda e non son ancora tornate.

Inizia un giro strano di aperitivone (ma non l’avevamo già fatto? )… cocktail “negrino”, l’equivalente del negroni ma con martini bianco visto che il rosso non l’avevamo trovato. Mia “invenzione” accidentale che, fortunatamente, piace a tutti.
Dade svuota mezza bottiglia di cocacola, ci mette l’equivalente di rhum senza farsi molto notare e tenta di rifilarmelo dicendo “E’ solo cocacola!! Bevi bevi!” Ahahahhaa… L’ipod intanto suona e Bettina e Dea si mettono a ballicchiare come cubiste intorno alla dinette. Soprannominate “le lituane”, coinvolgono anche gli altri e dopo poco mi ritrovo a far quattro salti, mezza brillotta, con andrea. Serata assurda!!  Anche alcuni di Appassionatamente, compreso lo skipper depresso per il suo equipaggio, festeggiano con noi. Alberto (lo skipper dell’altra barca), soprannominato da Dea “mastro paggetto”, mi guarda stupito. Bevo un po’ di negrino ancora.
Addio remore per l’alcol!!! Alla gastrite ci penserò da martedì in poi.

Cena al porto a base di pesce e si mangia all’inverosimile e si ride. Dade al mio fianco. Squilla il cell, è Andre in pausa studio “Che fate di bello?”, chiede carino. “Mah… stiamo cenando e facendo festa, a dire il vero… e di fianco a me c’è lo skipper che ti saluta” Dade mi tira un’occhiataccia. Rettifico “Di fianco a me c’è Davide”. Altra occhiataccia interrogativa. “Uff, vabeh… cioè c’è qui Dade che ti saluta”
“Ah ecco, ora si che va bene” e mi sorride. Peccato non condividere quest’esperienza con le persone a cui voglio bene, ma è così speciale, così unica che son quasi un po’ gelosa di quel mondo parallelo nel quale sono capitata e quasi quasi sono anche un po’ felice che sia solo mio.
A notte inoltrata andiamo a nanna, dopo aver dovuto riaffrontare l’asse di legno per salire… da brilli! Finalmente con una donna in cabina. Ma, sorpresona!! Dea russa più di Matteo… incredibile… e mi parla, in delirio alcolico, della sua storia e del fatto che ha fatto 5 anni in collegio e quindi le cose lei le sa bene. Mah e io che in collegio, di anni ne ho fatti 6?? Cosa dovrei sapere in più degli altri?!

La mattina ci si sveglia presto un po’ stralunati, colazione e via per il mare, pranzo col risotto della Titta, una dose smisurata di vino e cipolle.
Buonissimo, ma indigeribile!!! E così, tra una virata e una strambata, ho un tantinello di nausea che va e viene. Un freddo assurdo. Ma andrea impietosito scambia i suoi guanti coi miei. Titta, mamma premurosa, mi infila una sciarpona al collo e Dade mi cede la sua cerata restando col giubbottino leggero. Mi hanno vestita da capo a piedi!! E tutti che si preoccupano per me, per come sto, che carini!
Di ritorno sto benone e riscatta l’aperitivone! Ma stavolta, bando allo spirito di adattamento, mi decido a scendere e a fare la doccia in marina bella calda. Ma c’è coda e non ho lo shampoo. Andrea (l’altro) è in doccia. Matteo sta aspettando la doccia con me. “Andre mi presti lo shampo?!”, gli chiedo tutta carina. “Certo, è di Marco. Comunque… vieni qui va che ti lascio la mia doccia”. Mi apposto davanti alla sua porta ed esce avvolto solo da un asciugamano in vita con in mano lo shampoo x capelli colorati della l’oreal. Sembra molto Beautiful, stile Ridge che esce dalla doccia con l’asciugamano annodato. Resto li un attimino basita. Fisicamente l’uomo ha decisamente il suo porco perchè.
Ho il phon di Dea con spazzola incorporata che fa una piega perfetta e in 10 minutini son pronta, vestita e profumata e coi capelli appena usciti dal parrucchiere.

In barca stan di nuovo brindando a Negrino e durante la cena le bottiglie di vino non si contano. E si ride… tanto… da morire. L’ipod suona di tutto e si canta, si balla e si fa casino.
Dade si avvicina e mi fa “Dai vieni alle Baleari quest’estate! Sono due settimane in flottiglia… è divertente e tu sei troppo da barca!”. “Ma Dade io non so fare un tubo in vela… sta vacanza sto facendo proprio la passeggera vera e propria… gli altri fan di tutto… io non ho manco lavato i piatti” Dade sorride “Se vieni alle baleari, è proprio vacanza. Non devi fare nulla. Se vuoi timoni un po’, se ti diverte. Al resto ci penso io”. Mi ha convinto. Anche Andrea e Titta vogliono andarci e l’idea di ricreare quel clima marinaresco, mi ispira proprio. Decidiamo di ritorno a Milano di opzionare la vacanza e poi si vedrà. Anche il 25 aprile ci ispira e Dade dovrebbe essere di nuovo lo skipper… vedremo.
Altra serata allegrotta, interminabile. Io e Dea crolliamo verso l’una, mentre gli altri ridacchiando e scherzando, continuano a brindare e dopo un defilé in pigiama, mi faccio abbracciare da morfeo, cullata dal mare e dai rumorini del porto.

E così arriva l’ultimo giorno. Sveglia presto, colazione abbondante e sorrisone stampato sul viso. Mentre prendo il mio gastrogel x la gastrite acuta di una settimana prima, mi accorgo di come, nonostante l’alcol e il cibo di ogni tipo, non ho alcun dolore, bruciore o fastidio. Sto bene, completamente bene. Lo stress, dimenticato a Milano, non sembra nemmeno mai esistito. E sono davvero felice, come di rado ultimamente.
E’ fantastico.
Molliamo gli ormeggi e ci dirigiamo a lerici. Proviamo anche l’ebrezza dello spinnaker (non per niente ci siamo soprannominati “compagnia del tangone”) e navighiamo. Arrivati a lerici con un bel sole primaverile, decidiamo di scendere a prenderci un gelatino.
Ho ancora la cerata di Dade rossa fiammante e gli occhiali da sole. Lerici è piena di gente, di bancarelle, di chiacchiericcio in sottofondo.
Ci facciamo un giretto relax e poi via, di nuovo a bordo verso Porto Venere.
Marco di ritorno riesce pure a beccare una secca, Dea e Titta timonano e Dade ripete “Altra strambata involontaria… vabeh… vediamo di fare una volontaria però adesso eh!” Tutto va bene, anche se, tra un prosecco e un negroni a bordo, si inizia ad intravedere l’aria di ritorno a casa.

Tornati in porto, ci si prepara per il ritorno. Borsa, sacco a pelo, vestiti di tutto punto. Iniziamo le pulizie della barca. Ma prima Dea propone l’aperitivo. Figuriamoci se potevamo passare un giorno intero senza aperitivo!! Tino mi continua a chiamare “alessia”, Andrea (l’altro) e Alberto mi soprannominano “Fatina della barca”. E tutti i tatini e le tatine si alcolizzano in compagnia.
Dade, accanto a me, mi ripete che devo promettergli che tornerò in barca. “Dade mi è piaciuta davvero questa vacanza. Ci tornerò di sicuro, ma è un peccato che tu abbia smesso al terzo anno la specialità. Dai… io prometto di tornare in barca e tu di finire la specialità” Mi guarda e sorride “Ok, promesso!” Mi stringe la mano e già si pente dell’impegno preso. Ma oramai gli tocca!
Ormai è tardi per partire, è pasquetta e ci sarà il rientro. Prenotiamo il ristorante per la cena. Misto di pesce e vino a volontà.
E’ ora di partire. Abbracci, baci e tanti sorrisi tristi di chi si è divertito e non vorrebbe mai ripartire.
Con la promessa di rivedersi ancora. Magari per un’altra crocierina.
Ci rimettiamo in viaggio verso la città: io, alby (lo skipper), alberto, martina e gioacchino.
Appena tornata chiamo mio padre. Un’ora e mezza di telefonata, tutta a descrivere la vacanza, l’emozione, il divertimento.
“Ma perchè non fai la patente nautica già che ci sei?”, mi dice. Resto basita. Gli auguro la buona notte e vado a nanna, senza la Dea, senza il chiacchiericcio e le risate degli altri in sottofondo, senza il mare a cullare il mio sonno. Sola nel grigiore della città, ma con il cuore pieno di tantissimi bei ricordi.

 

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