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Un giovedì davvero… infinito…

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E’ proprio vero che la mia vita è tutto meno che monotona.
Risolto il problema “pazzerelli” a casa mia, mi preparo x il we a casa dei miei. lavoro e pizzata single, organizzata da me e dalla Ta con tutti gli amici/amiche single disponibili, tanto x conoscer gente in più e farci quattro risate.
Ed ecco che vado in studio giovedì mattina, corro a casa e salgo. Ci ribecco la tipa araba che non capisce un cavolo di italiano “Sale? A che piano?”, le dico. “Sì”, risponde. Faccio altre domande. Sa dire solo Sì. Rido x non piangere e la mollo dov’è. Poverina, non ha capito che l’ascensore ha più piani e che deve scegliere a che piano andare e… scendere.Un pranzo al volo a orari assurdi e di corsa in metro verso il treno per Magenta. Ma ci son due metro fuori servizio, io ho i minuti contati per il treno e sto sclerando. Arriva la seconda metro fuori servizio e mi accorgo che una donna è rimasta su una delle carrozze e chiede aiuto. Ci passa davanti, tutti la ignorano. E’ assurdo!! Attacco ad urlare al tizio dell’ATM, che deve aprire la porta, che c’è un passeggero a bordo. Dopo due minuti il tizio dell’ATM, non un fulmine di guerra, capisce cosa dico e apre le porte e la porella esce distrutta e sconvolta. Roba da pazzi!
Corro in stazione ed acchiappo il treno al volo, insultando anche uno che si è piazzato davanti alla porta e vuol pure aver ragione. Non è da me, ma chi se ne frega!
Corro in studio a Robecco, visito 2 pazienti e riscappo a casa in volata. Alle 21 passano sam, mao e fabietto a prendermi: meta la pizzata al duetto.
Corro a preparami. Spero vada tutto per il meglio. Sono prontissima e alle 21 mi chiama mao ed esco.
E fin qui, tutto benone.Arriviamo quasi tutti in contemporanea, tutti super-sincronizzati. Becchiamo li anche la Ila e Micky che son già al caffè.
Alla fine siamo io, la tati (beate tra gli uomini!!), fabio, sam, mao, daniele, francesco e davide.
Le battute volano a raffica, così come le risate. Ma me lo aspettavo, la Ta fa sempre morir dal ridere e anche gli altri, dunque era un mix esplosivo già in partenza!

Ceniamo, super-pizza luxuria con salamino piccante, olive e zola e birra media chiara (che però ha uno strano sapore….mah!)
Tutto stra-bene, proprio un gran bel clima.
Mentre sorseggio il caffè mi accorgo che qualcosina non va proprio come dovrebbe. Brividini, un giramentino di testa, leggera nausea.
Mah.. “bere, non ho bevuto nulla… sarà stanchezza… sarà che ho mangiato troppo!”, mi dico.
E mentre la Ta chiede il conto, mi avvio in bagno per bagnarmi un po’ i polsi e riprendermi un po’.

Ma le brutte sensazioni che vanno e vengono, non passano.
E la mia giacca, ottimisticamente troppo leggera, non aiuta. E schiatto dal freddo.
Arriviamo da Danilo “al Porco” per un dopocena.
Non ci andavo da un annetto almeno. L’ultima volta che avevo visto Dani risaliva a questo inverno all’Iper: carino, simpatico, figo. “Passa qualche volta al locale a salutarmi! Così scambiam due chiacchiere…”, mi aveva detto.
Anche alla festa della donna avremmo voluto andarci, ma era troppo tardi e non si faceva più in tempo.
Così giovedì sera, finalmente, andiamo da Danilo.

Appena entrati, Mao si mette a far battute a go go con Danilo. Io resto un po’ basita. Mao non è uno che da così tanta confidenza al volo. Poi si scopre che Danilo era un suo ex compagno di liceo: della serie, per l’ennesima volta, il mondo è davvero davvero piccolo.
Ci sediamo al nostro tavolo, ma decido di non prendere nulla. Il bruciore allo stomaco è sempre più alto, anche se a volte sembra attenuarsi, miracolosamente.

Parliamo del più e del meno mentre inizio ad avvertire uno strano senso di vertigine che aumenta all’impazzata ed ecco che mi ritrovo sdraiata sulla panca del tavolo del pub in stato di pieno delirio. Pessima idea sdraiarsi quando si ha nausea, lo so bene, ma non potendo fare altrimenti, mi tocca subirne le conseguenze.
E da praticamente sobria, ecco fare la mia figura di merda da simil-ubriacona, regalando la mia cena al pavimento.
Dio, che figura di merda!
E questa doveva esser la serata single in cui mostrarsi al meglio?! Brava laura, 100 punti guadagnati di sicuro!! E’ così che  l’uomo della mia vita mi vede e si innamora al volo! Eheh..

Fabietto seduto a fianco a me, si dispiace, ma non si sciocca più di tanto. Fossi stata al suo posto, sarei morta. La Ta, santa donna, mi accompagna in bagno. Si sa mai che debba stare ancora male, meglio non fare ulteriori show pubblici.
Esco dal bagno e Danilo, dietro il bancone, mi guarda e mi fa “va meglio?” Ma va te, non lo vedevo da una vita e la prima volta che lo rivedo stramazzo nel suo locale.

Usciam da li e ritorno a casa. Appena entrata mi accascio vicino a mio papà che si stava guardando la tv bello tranquillo “Babbo aiuto, sto malissimo”. Non mi prende molto sul serio, io di norma su ste cose ci scherzicchio e prendo in giro, perchè male davvero non sto mai.
Si accorge che non fingo e gli racconto la serata.
“Birra con gusto così strano? uhmm, magari non avevan risciacquato bene il bicchiere dal detersivo…”, mormora.
Metto il pigiamino e provo ad andare nel letto, ma sto sempre peggio.
“Sarà che sei a digiuno… ti faccio una camomilla”, dice. Bevo la camomilla che sembra sortire un buon effetto, ma poi, dopo un paio d’ore di dormiveglia, mi sveglio di colpo con nausea assurda e anche la camomilla fa una brutta fine.

Mi riaccascio nel letto, ma si è svegliata anche la mamma. Sono le 3 e sto sempre peggio. Ho 38 e mezzo di febbre e dolori fortissimi allo stomaco. Allertano la guardia medica, che tergiversa dicendo (senza visitarmi), cosa farmi assumere. Alla faccia della visita attenta e accurata!! Alle 4 non ce la faccio più e la guardia medica mi manda un medico che mi invia di filato al pronto soccorso con sospetta appendicite. Mi prende il panico. I crampi allo stomaco sono davvero forti e il bruciore persistente.
Mi dico “Qui muoio!”
Col mio pigiamino grigio e rosa della Benetton col gufetto stampato sopra, mi infilo una tuta e le calzine e la giacca a vento super-coprente e mi avvio.

Arrivata in PS mi fan subito passare dall’internista, tale Cesare, uno gnocco da paura.
Nel delirio dolorante, noto la fede al dito “Accidenti! Anche questo è sposato… Eh, ti pareva!”, mi dico.
Mi fa un sacco di esami, prepara l’ago x le flebo.  Io sono fobica x gli aghi, di solito mi si sente urlare e scappare a gambe levate.
Mi giro, guardo l’infermiera e le dico “Potete almeno bucarmi il braccio una sola volta se proprio dovete?Anzi, chi se ne frega basta che mi facciate passare il dolore e fatemi pure tutto quel che volete!!!Ma fate in fretta!!”
Mia mamma mi guarda scioccata, credo abbia pensato fossi in punto di morte per dire frasi simili.

Mi piazzano in corridoio. Sono le 5.30 di mattina, il PS è vuoto, tranne che per un ragazzo che avrà 30 anni scarsi e che cammina portandosi dietro la flebo, con la camicia Ralph Lauren mezza tolta a semi-torso nudo. All’apparenza, tra il mio delirio e le luci del PS, sembra Lex Luthor di Smallville.
E’ uno studente di medicina, parla coi medici dandogli del tu e dando molto l’aria di essere un habitué del posto “Ho solo bevuto troppo! Dai che sto bene!! Se son pronti gli esami dimettetemi che c’è fuori il mio amico che aspetta da un’ora”, dice.
E poi mi passa a fianco e si informa su come sto, tutto carino e accudente… mah!
“Stefano lascia stare la ragazza e vedi di sederti in un angolo buono buono!”, gli urla l’infermiera.

Tre flebo e il medico che, tra un codice rosso e l’altro, viene a chiedermi come sto.
Mia mamma fa avanti e indietro tra PS e sala d’attesa portandomi il cellulare “Continua a vibrare!!!”, dice.
Eh già, perchè proprio quando sono moribonda, dalle 8 di mattina in poi, i pazienti fanno a gara per chiamarmi, segretaria inclusa… Ouf!
E poi mi dicono che dovrei riposare e non stressarmi, eheh
Avviso i due pazienti che avrei dovuto visitare venerdì mattina, mandando un sms al volo, scrivendoli con la mano sinistra sdraiata in barella.

Dopo 10 ore di pronto soccorso, finalmente mi dimette con la diagnosi di gastrite acuta. Sono stremata.
Arrivo a casa e dormo.  A pranzo riesco a mangiare e digerire un thè. Sono quasi contenta. A cena del riso in bianco.
Mamma mia che esperienza assurda!
Come terapia qualche medicina mediocremente schifosa contro dolore, nausea e crampi, tachipirina x la febbre che va e viene e tanto tanto riposo.
“Riposo?!?”, penso. “Non mi han lasciato in pace nemmeno quando ho risposto che ero in PS, moribonda!!”.

Mah… Da lunedì si riparte e tempo per riposare proprio non ne ho.
Vedremo di organizzarci….

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