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Serendipity: va te chi ti incontro da Burger King!

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Oggi strana giornata. Vado al lavoro rincoglionita come sempre ultimamente e tutti ricominciano col dirmi “ma che aria stanca! hai bisogno di vacanza!”, che è solo un modo carino, gentile ed educato per dirti che fai schifo ed è meglio se sparisci per un po’ dalla circolazione, perchè così spaventi anche i bambini più temerari!
Esco dalla Melloni sentendo Veronica che riparla dell’incontro di qualche giorno fa, del tipo nudo in officina. Ridacchio e salgo sul mio pulman.
“Un pranzo veloce e poi studio!”, mi dico. Ma zero voglia di andare dal solito giapponese del martedì e nemmeno dai cinesi di fronte al mio studio che avranno anche prezzi modici, ma mamma come sono ripetitivi!Scendo a casaccio dal pulman, molto prima della mia fermata e mi ritrovo in buenos aires.
Dove andare ora?! Faccio qualche passo e intravedo in una vietta li dietro, un mercatino.

“Probabilmente ci sarà un botteghino dei panini o di rosticceria pronta”, mi dico. Certo, non molto salutare. Ma alla fine non si può vivere sempre di perfezione e privazioni, no?
Mi addentro nel mercatino. Cibo zero, ma almeno mi son fatta un’idea sulle tende che vorrei e che per indecisione, finisco per non acquistare.
Arrivata in fondo mi ritrovo dalle parti di via vitruvio. Dove andare?

Torno in buenos aires pensando di fiondarmi nella metro più vicina quando, passando a fianco di burger king, mi dico “dai!! oggi ci mangiamo schifezze!!” Non ci vado mai e per una volta si può fare.
Entro, mi metto in coda. Poca gente e casse aperte. Code casuali, gente che passa da una coda all’altra o resta a metà tra più file.
Il tizio davanti a me viene servito e a lato ho un ragazzo alto, castano chiaro con dei profondi occhi scuri, carino.
Appena la cassiera sta per servirlo, si gira, mi guarda e mi dice gentilmente “prego!” e mi fa passare avanti.
Strano! Inusuale per un milanese nell’ora di punta. Ordino, gli sorrido, lo ringrazio e vado a sedermi poco lontano.

Lui ordina e dopo qualche minuto tenta di sedersi in una zona con il cartello “pavimento bagnato”. Arriva l’inserviente ossessivo che tra urla e gestacci, lo caccia da li. Imbarazzato, me lo ritrovo davanti. “E’ libero?”, mi dice. Certo che è libero, a meno che io non stia pranzando con ridge forrester e lui non sia appena corso a salvare brooke alle galapagos!!
Si siede. Nonostante non abbia senso, c’è un imbarazzo palpabile, tanto che ad un certo punto estrae dallo zaino degli appunti di matematica e si mette a correggerli mentre mangia.

Io chiamo Edo e gli confermo l’appuntamento dei pazienti in studio, mentre fintamente il ragazzo si finge assorto nei suoi numeri.
Quando riattacco il telefono sono le due appena passate e poco prima avevo avvisato Edo che alle 14.30 avrei iniziato a lavorare. Ho finito tutto quel che c’era sul vassoio e presumibilmente dopo poco me ne andrò. Ed è allora e solo allora, che con un imbarazzo tenerissimo, il ragazzo lancia una battuta per attaccare bottone. “Uff! Si è così presi che si finisce per studiare anche a pranzo!”, dice.
Per pochi minuti scambiamo qualche parola e lui fa qualche domanda. E’ un ingegnere aerospaziale al terzo anno. Ha un sorriso davvero dolce.

Incredibile come uno sconosciuto ti possa allietare il pranzo.
Mi alzo, gli auguro in bocca al lupo per i suoi esami e no so come esce un discorso strano “serendipity… se il destino vorrà, ci reincontreremo e mi racconterai com’è andata”

Appena uscita mi do dell’idiota. Va te chi ti dovevo incontrare da Burger King e con tutte le cose intelligenti che potevo dire (come chiedergli il numero ad esempio!), l’unica che mi è uscita è sulla serendipità?!?

vabeh… anni di studio e cultura sprecati..

 

Non avete mai visto serendipity? cooosa?? Eccovelo! :

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