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Waiting for Vietnam…

E anche oggi giornata lunga in preparazione del mio strano lungo viaggio. Il primo dopo anni, così serio.
Dopo 10 anni passati nei “dintorni” di casa, spingendosi al massimo ai confini dell’europa.
Ed ora un saltone in Asia, in un posto mai visto.
Cavoli… è proprio l’anno della svolta!

Mi prende l’ansia da vaccinazioni.
Ok, nessuna è obbligatoria, ma si sa che per me un consiglio equivale ad un obbligo.
Vado all’ufficio d’igene magentino, una coda mai vista.
Mio padre mi guarda curioso. Una ragazza esce dalla porticina del medico con un cerotto su ogni braccio, zoppicante.
“Cavolo, ma le hai fatte tutte tu!”, le dice un amico. “Ho bevuto anche il beverone anticolera”, risponde lei.
Ne vien fuori che va in Brasile a fare la volontaria per un mese e si è fatta vaccini contro tetano/difterite/polio, epatite a e b, malaria, colera e tifo.
Tutte nella stessa mattina.
La guardo dubbiosa.
Ma non le faran male tutte ste vaccinazioni in un colpo solo?! Mah.
Una signora sulla sessantina mi sente fare domande al dottore e mi fa “Va anche lei in Vietnam? Anch’io… A dire il vero io faccio vietnam, laos e cambogia“.
Resto di stucco. Mio padre la guarda per un po’ e poi mi fa “Ah beh, se ci va una di sessant’anni, ce la puoi fare anche tu!!”.

Che carino!!

Alla fine, visto che non ho l’appuntamento e non me ne frega nulla di pagar 36 euro per il “colloquio clinico” col medico che mi avrebbe “consigliato” quali vaccinazioni fare (ma xchè pagare 36 euro poi, se tanto la asl di Milano mi ha già detto al telefono quali fare e pure gratis?!), me ne vado depressa con il foglietto del vivotif in mano come promemoria per il mio medico.

Una telefonata, un po’ di sole e corro al lavoro e alle 20 eccomi di nuovo free. Passo dal medico nello studio a fianco.
“Mi han detto di prendere il vivotif, è ok?! ma senta… c’era una stamattina che si è fatta 200 vaccinazioni insieme. Ma non è che devo farmi qualcos’altro?!”, chiedo.
“Quando torni programmiamo quella per il tetano e le due dell’epatite. Per ora fatti quella per il tifo e basta. Tanto abbiam visto che nelle zone dove vai la malaria non è neppure presente”, mi risponde con tono rassicurante.
Ok, mi fido!! Acchiappo la mia ricetta anti-tifo e mi fiondo a casa.

Tornata a casa sbircio i siti internet sul vietnam.
Agosto, festa delle anime perdute (o erranti): una specie di festa dei morti prolungata. Celebra il momento in cui alle anime senza pace dei morti vengono offerti cibo e doni.
Sa molto di viaggio alla Jack Sparrow nei Prirati dei caraibi.
Guardo i cibi, tanto per farmi un’idea. Carne tipica è quella del cobra o dei pipistrelli o delle anguille e dei vermicelli.
Mi devo preoccupare?! Sento che diventerò vegetariana!!!!

Vietnam-mappaGuardo il giro che dovremmo fare.
Si arriva in volo fino a Nha Trang, la dolce baia dalle acque chiare e dai sei km di spiaggia bianca contornata da palme e poi imbarco per due settimane tra le isole della baia.

“Si arriva a Hon Tre (bamboo Island), definita così su internet “However, for the moment, the place remains in major part in its natural and wild state. It should be noted that many beaches which border the island are completely virgin and accessible by boat, the occasion of a pleasant excursion loins of crowd”

La cosa si fa interessante. Sarò molto “Into the wild”!
Si passa da Hon Yen (l’isola delle Salangane), popolata da rondini di mare i cui nidi si dice abbiano proprietà terapeutiche (Ma! Sarà!) e dove pare che la barriera corallina sia uno spettacolo. E si arriva a Hon Rua l’ultima isoletta della baia dove si posson fare immersioni, pare spettacolari.
Finite le due settimane in barca, a zonzo tra baie incontaminate, resort lussuosi da visitare e ristorantini sperduti sulle isolette dove strafogarsi di pesce, si scende a terra.

Volo per Da nang e trasferimento a Hoi An, città vecchia di 2200 anni, dichiarata “world heritage” sotto il patrocinio dell’Unesco, tra pagode, seta e curiosità locali. Quindi si va a My Son, l’antichissima “Cittá Santa” del regno del Champa, mentre i pescatori raccolgono dei succulenti gamberi.
Di ritorno a Da nang si visita il Museo dell’arte cham, che è il più importante e completo museo di architettura cham con 300 opere provenienti da ogni parte. Si prosegue poi visitando la “Montagna di marmo”, che in realtá é di granito, con pagode e grotte sacre
che si susseguono in un paesaggio quasi surreale. Meraviglia.

Si passa quindi a Hue, dichiarata dall’Unesco “patrimonio mondiale dell’umanità” nel 1993 . Si visita la cittá imperiale di Hue dove gli imperatori Nguyen fecero edificare nel 1802 la grandiosa “Cittadella con la Città Proibita” costruita secondo i dettami della geomanzia cinese e la valle del Fiume dei Profumi e la Pagoda della Dama Celeste, la Thien Mu, situata sulla sponda sinistra del Huong Giang (Fiume dei Profumi) fino ai Mausolei Imperiali di Tu Duc e Khai Dinh.
E si passa a Saigon (Ho chi minh city).

Si visita la Saigon “cinese”, utilizzando anche i tradizionali cyclo (che fikoooo!!)
Tappa obbligata é il mercato di Cholon, tipico grande mercato cinese dove vivono ancora gli usi e costumi tradizionali (E qui il vestitino vietnamita stile “cina” e il cappello a cono, è chiaro che me li compro!!!)
Si prosegue con la visita di Thien Hau, la piu’ antica pagoda cinese della cittá, dedicata alla Dama Celeste protettrice di mercanti e marinai (chissà che mi faccia diventar anche più brava in vela… mah!), che ancora oggi é venerata in un mistico ambiente immerso nei fumi dell’incenso. Per finire si assapora lo shopping nella via Dong Khoi, la vecchia “Rue Catinat” dei coloni francesi che qui avevano il loro salotto ricco di tentazioni di ogni genere…. e non solo loro!!
E chissà cosa faremo nella giornata libera a Saigon!!

E finiti i 7 giorni di super-tour per mezzo vietnam, dopo aver visto davvero “di tutto”, si ritornerà a casa. Il viaggio sembra davvero incredibile. Devo comprarmi al volo una macchina digitale per far foto a profusione. Anche perchè, da questa parte del mondo, quando diavolo mi ricapiterà di tornarci?!
Il viaggio è molto “adventure”, alla scoperta di terra e mare, alla scoperta di angolini nascosti di sè, dove l’adattamento è primario, dove la mia capacità “on s’en fout mode” è perfetta.

Poca acqua, poche docce calde. Settimana prossima comprerò da HM il sapone marino, quello col quale ci si può lavare in mare e restare senza l’effetto “sale addosso”. Spettacolare! Mi manca il super-borsone da viaggio, ma ancora non ho deciso il contenuto.
Andrò da decathlon a far shopping: magliettine sgrause e pantaloncini sportivi, che se anche si finisce a lavarli con l’acqua di mare, il cuore non ti piange troppo, tutto chiaro anti-zanzara.
Super-repellente off active acquistato oggi. L’unico in commercio contenente 30 gr di dietiltoluamide, proprio come i repellenti militari! L’unico che, da studi scientifici controllati, ti protegga per ben 4 ore filate in una zona “invasa” da zanzare. Lo sapevate?!
Qualche cremina protezione 20 waterproof inizia a far capolino nell’armadietto e piano piano il viaggio si prepara.
E domani inizio a prender le pastigliette anti-tifo.

Sono superemozionata, guardo le foto su internet. Nha trang, la baia, le isole, le cose da visitare: girerò 3/4 di vietnam. Ci fosse stata anche Hanoi, sarebbe stato completissimo. Ma l’importante è il resto! Non vedo l’ora che arrivi il 2 agosto.
Chissà chi saranno i miei compagni di viaggio per questo lungo mese.
Sarà un agosto davvero “alla scoperta”.

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